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Anche per il 2011, si è chiuso in attivo il bilancio del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento, non solo in termini assoluti, ma anche con riferimento all’anno precedente. I risultati più lusinghieri sono stati ottenuti sul versante della lotta alla criminalità organizzata – soprattutto, alla sua forza patrimoniale –, e nel contrasto alla vendita di beni contraffatti. Nel primo caso, sono stati eseguiti accertamenti finanziari e patrimoniali nei confronti di 144 soggetti, indiziati di appartenere a cosa nostra. Si tratta di un’attività di indagine particolarmente complessa ed articolata, tant’è che solo una parte, seppur considerevole, di tali accertamenti si è tradotta in sequestri e confische di beni, mobili ed immobili: nel 2011 ne sono stati eseguiti, per valori complessivi pari, rispettivamente, a 5.000.000 ed a 24.000.000 di euro. Entrambe queste voci hanno subito una notevole impennata, rispetto al 2010 (quando, tanto i sequestri quanto le confische non superavano le centinaia di migliaia di euro); questo suggerisce che la Guardia di Finanza di Agrigento ha, nel 2011, affinato e consolidato il proprio metodo di lavoro, nello specifico settore, anche dopo l’entrata in vigore (nello scorso mese di settembre) del nuovo codice antimafia. Sappiamo infatti che i successi delle Fiamme Gialle agrigentine in questo importantissimo settore sono continuati anche in questo inizio d’anno, con il sequestro plurimilionario al sodalizio mafioso riconducibile a Di Bella Angelo, Leone Vincenzo e Messana Luigi.Altrettanto “interessanti” sono stati i risultati nel contrasto alla vendita di beni contraffatti: sono stati sequestrati circa 15.000 pezzi (supporti digitali audio e video, scarpe, borse, ed altri capi di abbigliamento), con un aumento del 58% rispetto al 2010, e sono state segnalate 23 persone all’autorità giudiziaria (con un incremento, rispetto al 2010, del 53%). Non è comunque venuta meno l’attenzione del Comando Provinciale di Agrigento verso i settori di attività per così dire più “tradizionali”; innanzitutto, nel contrasto all’evasione fiscale, che resta, insieme alla vigilanza in materia di spesa pubblica, l’attività di punta della Guardia di Finanza, su tutto il territorio nazionale. Nell’intera provincia, al termine di 590 atti ispettivi, sono stati scoperti 55 evasori totali, cioè soggetti totalmente sconosciuti al fisco, è stata recuperata base imponibile, ai fini delle imposte dirette, pari a quasi 220 milioni di euro, ed è stata accertata un’evasione dell’Iva pari a più di 11 milioni di euro. In 46 casi, è stato possibile segnalare gli evasori all’Autorità Giudiziaria, per i reati di omessa dichiarazione, ovvero di dichiarazione infedele mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. A tal proposito, non si deve sottovalutare come gli evasori totali scoperti siano altresì il frutto di una seria azione di contrasto al lavoro sommerso, che ha portato alla segnalazione di 110 lavoratori in nero, oltre che all’Agenzia delle Entrate, al relativo Ente pensionistico e di assistenza. In forte crescita, rispetto all’analogo dato del 2010, è quello della materia imponibile recuperata a tassazione, cresciuta lo scorso anno del 261%. Sono stati altresì effettuati 4.530 controlli cc.dd. strumentali, rivolti cioè all’obbligo di emissione di scontrini e ricevute fiscali, e di questi 1.408 (cioè, più del 32% del totale) si sono conclusi con la contestazione di rilievi all’esercente; il tasso di rendimento ottenuto appare in linea con quello conseguito al termine del 2010. Sul fronte della tutela della spesa pubblica, sono state scoperte frodi comunitarie per complessivi 2.475 646 di euro, mentre le frodi accertate al bilancio nazionale sono state pari a 1.290.742 di euro. In collaborazione con la Procura ordinaria, quest’attività ha portato alla denuncia di 69 soggetti, mentre, in collaborazione con la Corte dei Conti, l’accertamento delle frodi contributive è consistito nella segnalazione di un danno erariale complessivamente stimato in oltre 300.000,00 euro, e di 12 persone, responsabili di averlo provocato. In tema di lotta al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati sequestrati circa 5,3 kg. di varie droghe, e questo ha comportato la denuncia di 81 persone (mentre erano solo 17 quelle denunciate nel 2010), delle quali 32 tratte immediatamente in arresto (mentre erano solo 9 quelle arrestate nel 2010). In una provincia che è anche culla della civiltà, non è mancata l’attenzione del Corpo per il patrimonio artistico ed archeologico: sono stati sequestrati circa 1.500 reperti (monete, monili ed utensili antichi). Complessivamente, si può affermare che, anche nel 2011, la Guardia di Finanza agrigentina abbia operato per il mantenimento della sicurezza economico – finanziaria dei cittadini, visti anche nel ruolo, ora di consumatori, ora di operatori economici. Non c’è dubbio, infatti, che tutte queste attività vadano a tutelare, tanto i consumatori di beni o di servizi, garantendo loro l’accesso ai mercati di sbocco a prezzi più economici, ai prodotti di maggior qualità, quanto i venditori di beni ed i prestatori di servizi più “onesti”, che cercano di rimanere sul mercato nel rispetto delle regole. L’azione combinata nei vari settori, infatti, contribuisce a realizzare maggiore giustizia sociale, condizione essenziale per il progresso dei territori e per l’affermazione della legalità.