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Chiedono verità e giustizia la mamma e la sorella di Antonella Alfano, la giovane trovata completamente carbonizzata, all’interno della sua Fiat 500, lo scorso 5 febbraio. Le indagini da quello che a prima vista era sembrato un incidente stradale, hanno subito imboccato la pista dell’omicidio. Unico indagato è il carabiniere Salvatore Rotolo, ex compagno di Antonella, e padre della bimba di 10 mesi avuta con la donna. Il militare sarebbe stato visto nella zona del ritrovamento del cadavere, da un collega carabiniere. “Per noi è un’attesa snervante, vogliamo la verità – ha detto Rossana Alfano, sorella di Antonella – dobbiamo sapere quello che è successo a mia sorella, se c’è e chi è stato il colpevole. Non abbiamo mai creduto ad un incidente, chi ha sbagliato deve pagare, sono fiduciosa nella giustizia”. Rossana Alfano ripercorre gli ultimi mesi di vita della sorella, sempre ansiosa, tesa e confusa, a causa del rapporto burrascoso con il compagno. “Ultimamente Antonella non andava d’accordo con il compagno e padre di suo figlio. Con lui c’erano sempre litigi, tente volte per cose stupide. Era sempre con l’ansia. Il rapporto era in declino”. “ Io vado avanti solo per la bambina, che tanto mi ricorda mia figlia quando era piccola – riprende con la voce rotta dal pianto, Giovanna Saieva, mamma della giovane – mi faccio forza ma voglio giustizia per Antonella. Mi rivolgo a Dio e aspetto un giorno, spero presto, di conoscere la verità su mia figlia e su come sono andate le cose”. Le indagini sulla morte di Antonella Alfano sono state secretate dalla Procura di Agrigento. Il medico legale Cataldo Raffino dopo una prima proroga di un mese sulla consegna dei risultati dell’autopsia e sui reperti acquisiti, ha ottenuto un’altra proroga di 30 giorni. Tempi lunghi e troppi silenzi. Per i familiari di Antonella, ogni giorno che passa e un giorno in più di sofferenza.