I ministri Cancellieri e Riccardi a Lampedusa: “L’emergenza immigrazione può tornare”

Con l’arrivo della primavera e del bel tempo, gli arrivi delle “carrette del mare” a Lampedusa potrebbero riprendere. Meglio prepararsi a una nuova, eventuale, emergenza. È questa la preoccupazione che ha mosso i ministri dell’Interno, Annamaria Cancellieri e dell’Integrazione, Andrea Riccardi, a compiere ieri una visita a Lampedusa. “È necessario non farsi trovare impreparati” hanno detto entrambi i ministri arrivando stamani. In sei mesi, l’anno scorso, erano sbarcati a Lampedusa oltre 50 mila migranti provenienti dal Nord Africa; arrivi che avevano determinato nell’isola una vera e propria emergenza. “Noi speriamo che non ci sarà una nuova emergenza immigrati – ha detto Riccardi – ma dobbiamo essere pronti perché non ci colga di sorpresa”. Il ministro per l’Integrazione e la Cooperazione ha anche sottolineato la vicinanza del Governo alla popolazione di Lampedusa, sostenendo che si sta facendo tutto il possibile “perché non si abbiano a ripetere quelle difficoltà che hanno vissuto. Governo tecnico – ha spiegato Riccardi – non vuol dire governo dei numeri ma governo che prende coscienza della realtà. Siamo venuti appunto con il ministro Cancellieri per vedere la realtà e per affrontarla in caso ci fossero rischi. Ma questa non è l’unica attività del governo – ha aggiunto – c’é anche l’attività con i Paesi del Sud del Mediterraneo, affinché responsabilmente fermino i flussi illegali di immigrati”. I due ministri si sono recati anche al cimitero, per rendere omaggio alle tombe dei migranti morti durante le traversate del Canale di Sicilia e sepolti nell’isola.

Un commento su “I ministri Cancellieri e Riccardi a Lampedusa: “L’emergenza immigrazione può tornare”

  1. Se non lo ha fatto Berlusconi, se non lo ha fatto Prodi, perchè non ci pensa l’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Monti a fare il Ministero per il Respingimento e l’Espulsione? Ormai è storicamente dimostrato che i Paesi dai quali provengono sono ricchissimi (con il denaro che guadagnano dalla vendita del petrolio ed altri prodotti del sottosuolo). La colpa è dei loro governanti i quali, anziché mettere in circolazione il denaro guadagnato, rimpinguano i loro tesori personali, le loro banche personali, i loro conti personali nei paradisi fiscali e portano alla fame la popolazione. Accogliendoli, si fa il gioco dei loro governanti, respingendoli si farebbe bene agli stessi migranti, a condizione che i loro governanti mettano in moto l’economia. L’accoglienza, l’integrazione ed altre idiozie simili, sono concetti contro natura e soffoca la nostra economia, mentre i loro governanti sguazzano nell’oro, non adottano nessun tipo di politica familiare, sociale, scolastica, di mercato e lasciano che siano gli altri Paesi con i loro babbei governanti a togliere le loro castagne calde dal fuoco. C’è un vecchio detto siciliano che recita così: “aranci aranci cu’ avi figli si li chianci”. I loro figli li scaricano a noi, e noi babbei che ci caschiamo. Il nostro P.IL. diminuisce di anno in anno, al contrario, i loro P.I.L. hanno aumenti vertiginosi di anno in anno, anche dell’ordine del 7-8-9-10%. Siamo o non siamo babbei? Da ciò deriva la necessità di creare il nuovo Ministero del Respingimento e dell’Espulsione.

I commenti sono chiusi.