I vescovi siciliani contro gli stipendi d’oro all’Ars “Basta privilegi” News Agrigentotv


E’ stato dedicato agli “Stipendi d’oro” un capitolo del documento conclusivo della Sessione della Conferenza episcopale siciliana che si è svolta ieri a Palermo. Tra i vescovi presenti anche quello di Agrigento, mons. Francesco Montenegro.  Il tema è tornato al centro dell’attenzione con l’insediamento del nuovo Parlamento regionale. Alla fine del 2017 è infatti scaduto l’accordo che poneva la somma di 240 mila euro lordi come tetto massimo per la retribuzione dei dirigenti e solo mercoledì scorso l’Ufficio di presidenza ha formalizzato la proposta di ripristinarlo.  “I Vescovi, attenti ascoltatori del grido dei poveri – scrivono i pastori delle diciotto diocesi – manifestano convinta condivisione alla denuncia di quanti, anche presbiteri, hanno evidenziato la distanza tra il sentire della nostra gente e le prospettive di chi e’ interessato a salvaguardare i privilegi economici di pochi burocrati, a discapito di chi non ha un livello di vita dignitoso”. La nota dei vescovi però è stata “mal digerita” da Miccichè, che ha subito replicato a mezzo stampa. “Se è reale il loro interesse nei confronti delle azioni che la politica intende intraprendere per aiutare chi vive in povertà – si legge in una nota – i vescovi siciliani si informino direttamente con chi ha questa responsabilità, anziché lanciare strali attraverso comunicati stampa”. Secondo Miccichè “il documento dei vescovi siciliani non tiene conto del primo incontro dell’amministrazione con le sigle sindacali  dell’Ars alle quali è stato proposto di mantenere i tetti stipendiali uguali a quelli percepiti fino allo scorso 31 dicembre – spiega Miccichè -. Non ci sarà, cioè, nessun aumento contrattuale ed eventuali nuovi assunti avranno stipendi ridotti. I vescovi siciliani farebbero bene ad informarsi prima di lanciare accuse generiche alla politica”