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I massicci flussi migratori degli ultimi mesi non possono ripercuotersi sull’area Schengen, vera e propria conquista di civiltà per l’Unione Europea. Piuttosto che al ripristino temporaneo delle frontiere occorre pensare a possibili controlli in presenza di situazioni eccezionali”. Sono parole dell’europarlamentare Salvatore Iacolino, che continua: “La solidarietà del Consiglio si misura attraverso comportamenti concreti che possono premiare il costo che la Sicilia e Lampedusa stanno sopportando in forza dell’elevata pressione migratoria anche per quegli Stati membri che continuano a pensare a questa vicenda come propria esclusivamente dello Stato italiano e di quello maltese. Adesso i tempi sono maturi – conclude Iacolino – perché Commissione e soprattutto Consiglio svolgano per intero la loro parte, facendosi carico della responsabilità politica del problema migratorio nel Mediterraneo”.