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Ha deciso di incatenarsi davanti il Viminale per dire basta. È l’azione forte , dettata dalla disperazione, dell’imprenditore di Bivona, Ignazio Cutrò che ha deciso di combattere il racket e grazie alla sua collaborazione è partito ad Agrigento uno dei più grossi processi a cosa nostra, “Face Off”, che ha decapitato la cupola mafiosa di Bivona. Adesso Cutrò si sente solo e accusa lo Stato italiano di averlo abbandonato: <>. Da tempo non riesce più a lavorare , tutti sembrano aver chiuso le porte all’impresa di sua proprierà e le banche bussano alla porta: <>. L’imprenditore di Bivona in questa lotta non è solo , insieme a lui , legata davanti il palazzo del Viminale, c’è l’imprenditrice palermitana Valeria Grasso, accusatrice del clan Madonia. I due imprenditori chiedono di incontrare il ministro dell’Interno e che venga messo per iscritto che risolverà i problemi <>. Poche settimane fa , Ignazio Cutrò, aveva deciso di mettere in vendita i propri organi per ripagare i debiti contratti in questi anni.