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Ignazio Cutrò si sfoga sui social: “Toglietemi la scorta e lo status di Testimone di Giustizia”

Ignazio Cutrò si sfoga sui social: “Toglietemi la scorta e lo status di Testimone di Giustizia”
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“Voglio essere lasciato in pace non voglio nessuna tutela” questo è lo sfogo apparso sui social network del Testimone di Giustizia Ignazio Cutrò. L’ex imprenditore di Bivona si è stancato del continuo calvario a cui, suo malgrado è costretto.

Cutrò chiede a gran voce la revoca della scorta personale, lo ha fatto anche nei giorni scorsi recandosi personalmente in Prefettura ad Agrigento.

La decisione di ridimensionare il programma di protezione per Cutrò e i suoi familiari, aveva innescato la protesta del Testimone di Giustizia, che in virtù delle motivazioni che hanno indotto le autorità a rivedere la sua posizione, ovevro quella che la famiglia bivonese non avrebbe più corso nessun rischio con relativa revoca della scorta alla moglie e ai due figli, mentre per lo stesso ex imprenditore, la protezione, nonostante il declassamento dell’indice diu rischio, sarebbe continuata .

Decisione quest’ultima che era giunta idopo la pubblicazione delle intercettazioni scaturite dall’operazione antimafia “Montagna” dove si sente il presunto boss di San Biagio Platani, Giuseppe Nugara che il sei febbraio del duemilaquattordici, conversando in macchina, di Cutrò diceva:” “Appena lo Stato si stancache gli toglie la scorta poi vedi che poi”.

Cutrò, da quando il suo livello di protezione è stato declassato al quarto , ha pesonalmente testato l’efficenza della sua tutela. Gli episodi sono divesri, vogliamo citare però solo il più recente accaduto martedì scorso. Cutrò che da Testimone di Giustizia ha ottenuto un impiego, come ogni mattina si è recato al suo posto di lavoro con a seguito la gazzella di scorta. Il dipendente, che ha chiesto e ottenuto un permesso per andare al Tribunale di Agrigento per assistere alla cerimonia di insediamento del procuratore Aggiunto Salvatore Vella, si è recato liberamente nella città capoluogo di Provincia lasciando sul posto la scorta che non si è accorta dello spostamento.

“Ringrazio sempre l’Arma dei Carabinieri per quello che hanno fatto e continuano a fare per me e la mia famiglia – prosegue lo sfogo di Cutrò sui social – spero che lo capiscano – aggiunge – e non mi portino a fare qualche gesto disperato! Voglio essere lasciato in pace, tanto – rincara sarcasticamente il Testimone di Giustizia – la mia famiglia non rischia. A breve – continua lo sfogo – chiederò al vice ministro dell’Interno di togliermi lo status di Testimone di Giustizia”.

L’associazione nazionale Testimoni di Giustizia, presieduta dallo stesso Cutrò, si mobilita in difesa dei diritti di quanti hanno scelto di denunciare il malaffare affidandosi allo Stato. Sono diversi in Italia i testimoni, che come Cutrò, si stanno vedendo revocare o ridimensionare la tutela, non si esclude che nei prossimi giorni, gli stessi Testimoni, su scala nazionale, possano dare vita ad una plateale protesta.

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