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Nella giornata del 65esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, alle manifestazione che si sono svolte nella mattina ad Agrigento, hanno preso parte pochissimi cittadini. A parte qualche politico, e il sindaco Marco Zambuto, il presidente della Provincia Eugenio D’Orsi e i rappresentanti della categorie sindacali e delle forze dell’ordine, al tradizionale corteo hanno partecipato pochissime persone. L’appuntamento era per le 9,30, arrivo puntuale delle autorità e dei sindacati, ma di gente se ne vista poca; sarà stato per il tempo splendido, un invito per le persone a trascorrere la giornata al mare o in montagna, o per la scarsa pubblicizzazione della manifestazione o forse, e più probabilmente, per disinteresse. Manifestazione culminata, come da tradizione, nell’omaggio al monumento dei Caduti alla villa Bonfiglio. Dopo la Santa Messa nella chiesa di San Domenico celebrata in ricordo di tutti i partigiani agrigentini deceduti in guerra, da piazza Pirandello ha preso avvio il corteo, a cura dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani e delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl ed Uil che ha raggiunto il viale della Vittoria, dove al monumento dei Caduti ha avuto luogo la suggestiva cerimonia ufficiale proposta dalla Prefettura di Agrigento, con la deposizione di una corona d’alloro. Alla presenza delle Autorità e cariche agrigentine e provinciali, il vice prefetto Nicola Diomede e il comandante della Capitaneria di porto di Porto Empedocle, Vito Ciringione hanno passato in rassegna le forze schierate, carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, marina militare, polizia penitenziaria, guardie forestali, croce rossa e vigili del fuoco. Infine, dopo la lettura da parte di tre bambini di altrettate lettere scritte da partigiani italiani condannati a morte, è stata deposta una corona di alloro in memoria del milite ignoto e dei caduti in guerra. Poco altro da aggiungere alla mattinata che avrebbe dovuto celebrare i caduti per la libertà e la lotta contro il nazifascismo con ben diversa partecipazione di popolo. La ricorrenza del 25 aprile, oltre ad essere un momento di riflessione, è anche un momento simbolo affinché il tempo non cancelli la memoria di tanti italiani che hanno sacrificato coraggiosamente la propria vita per restituire al Paese la libertà. Per tale solenne sacrificio la lotta di liberazione nazionale non potrà mai essere solo una ricorrenza storica del Paese, ma sarà sempre il principale capitolo della lotta del Popolo italiano per la Democrazia, la Libertà e un futuro migliore.