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Il decreto sulla fase 2 non piace

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, non le manda a dire . Al presidente del Consiglio ha chiesto di applicare in Sicilia il metodo Ponte Morandi   ovvero un sistema di commissariamento che velocizzi ogni opera per risolvere i problemi in tempi rapidi e raggiungere gli obiettivi ma ha anche detto chiaramente che questo decreto sulla fase 2 è penalizzante per le aree a basso contagio.   Di fatto quello che è avvenuto, è il sospetto che agita i governatori del Sud, è stato uniformare i provvedimenti bloccando la Sicilia e la Calabria, solo per fare un esempio, esattamente come la Lombardia e il Veneto che sono, invece, a maggior rischio.  Musumeci vuole fare squadra per ottenere modifiche al decreto sulla Fase 2 . “Ci aspettavano una maggiore apertura e meno contraddizioni – ammette  Musumeci–  le misure che possono andare bene per il Nord non vanno bene al Sud e viceversa. La Sicilia ha un tessuto produttivo formato all’80% da piccole e medie imprese e di questo occorre tenere conto”. Ma per poter fare fronte comune e ottenere qualcosa dal governo centrale occorre, prima, che i governatori delle Regioni trovino un accordo fra loro per portare istanze condivise e forti. Un accordo che ancora non c’è. A radio Uno il governatore ha aggiunto  “Se arriviamo entro il mese di maggio a zero contagi noi chiederemo al governo nazionale di riaprire la Sicilia  perchè vogliamo capitalizzare questo risultato che è frutto di un gioco di squadra con una programmazione sana e improntata sulla chiusura. Pensiamo che la Sicilia possa giocarsi una bella partita nel settore del turismo: questo tasso assolutamente basso del contagio può consentire una certa sicurezza almeno per un turismo locale che muove comunque alcuni milioni di persone”. E poi cè quel dubbio che si pone e pone il presidente della commissione territorio e ambiente dell’Ars, Giusy Savarino “ma in posizioni invertite, se la Lombardia avesse avuto i dati di contagi, di decessi, di guariti che ha la Sicilia, ci avrebbero aspettato? Questa è la domanda – tuona Savarino- che pongo al Presidente Conte e ai tanti deputati eletti al sud che lo sostengono. Il popolo del sud non ha le garanzie lavorative del nord, noi viviamo di turismo, di prodotti agricoli di qualità, di eccellenti vini, di artigianato, di piccole imprese che vogliono, devono, ripartire subito! Conte non può avere paura delle reazioni del potente nord e così ammazzare economicamente il sud!  Per una volta vogliamo essere noi del sud volano dell’economia italiana e Conte non può negarcelo, ci faccia ripartire!”. Anche l’Anci sta raccogliendo dai sindaci le richieste di chiarimenti sull’ultimo DPCM che provengono da parte della popolazione per farsi portavoce.  Una serie di dubbi vengono sollevati da alcuni settori produttivi anche sulle modalità e i tempi di attuazione delle norme, da  genitori e da tanti cittadini sulla possibilità di raggiungere le seconde case. “Occorrono chiarimenti- dice il sindaco di Agrigento , Llillo Firetto- perché la delicatezza della Fase 2 impone che si evitino improvvisazioni, le quali potrebbero compromettere i sacrifici compiuti da tutti finora. Ed è giusto che i sindaci siano messi nelle condizioni di dare risposte univoche ai cittadini e di offrire loro anche prospettive di graduale ritorno alla normalità.”