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Quella che il Partito Democratico in questo momento sta vivendo è una situazione molto complessa.
A Genova alle primarie di coalizione vengono battuti dal candidato di Niki Vendola.
A Palermo utilizzeranno lo stesso strumento per scegliere il candidato sindaco assieme agli altri partiti di sinistra, mentre il segretario regionale Lupo è in bilico.
Ad Agrigento invece l’alleanza elettorale li vede insieme a Mpa e Fli e forse Grande Sud. Ma niente primarie.
Crisi o non crisi? Il deputato regionale Giacomo di Benedetto afferma che non ci sono problemi.
“Il risultato di Genova è la conseguenza della scelta del PD di puntare su più candidati alle primarie” ci dice Di Benedetto.
Sulle differenze tra Agrigento e Palermo invece dichiara: “nel capoluogo siamo alleati con gli altri partiti della sinistra che sono d’accordo a utilizzare le primarie. Ad Agrigento invece gli altri partiti della coalizione non le condividono e per questo non si terranno”.
Non si faranno neppure a Raffadali dove il candidato viene rivendicato proprio dal Pd e quasi certamente sarà lo stesso Di Benedetto che però, al momento, non conferma.
“Ad Agrigento città la regola che si è data la coalizione – ci dice il deputato regionale del PD – è quella di individuare un candidato che provenga dalla società civile, fuori dai partiti”.
Ma nessuna indiscrezione sul nome: di certo c’è che potrebbe essere un soggetto non appartenente neppure a movimenti o comitati civici. Un nuovo della politica in pratica.
E Di Benedetto assicura che al di là di indiscrezioni e voci non confermate, il Partito Democratico ad Agrigento è unito e lo ha dimostrato nel corso del Forum Buone idee in comune che ha visto partecipare uniti tutti i big del partito.