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Il contesto politico agrigentino in questo momento è tutt’altro che definito.
I partiti non prendono posizioni decise e a questo si aggiunge, in ultimo, l’apertura del Pdl.
Dopo la riunione di sabato, infatti, il coordinatore cittadino Renato Rametta ha inviato una nota: “vogliamo lanciare una grande costituente popolare”, scrive Rametta.
E subito dopo cita i partiti ai quali è rivolto l’appello: Pid, Grande Sud, Udc, Fli, Mpa, Api, moderati cattolici stufi del Pd e società civile.
In pratica quasi tutti.
Ma cosa significa ancora non è chiaro.
Al di là del Pid, il resto delle alleanze pare essere molto complesso. Mpa e Fli hanno stretto l’accordo con il Pd, un’alleanza che dal partito di Alfano definiscono “innaturale”. Ma in questo momento c’è.
Grande Sud, nonostante le dichiarazioni di correre da soli, potrebbe ritornare nella coalizione di Di Mauro.
Rimangono Udc e Api che però hanno già un candidato, il sindaco uscente Marco Zambuto.
Rametta come Nino Bosco esclude, al momento, l’appoggio all’attuale sindaco. Ma, afferma Rametta, “vogliamo dialogare con l’Udc al di là di Zambuto”.
L’obiettivo è cercare di portare a livello locale le alleanze regionali.
“Si deve pensare al futuro” ribatte il coordinatore cittadino del Pdl.
E proprio questo pare dimostrare che il partito di Alfano in questo momento stia intavolando un dialogo proiettato ai mesi prossimi.
Pensa già al ballottaggio? Questo ancora non è noto. Forse potrebbe essere più chiaro alla fine del congresso provinciale previsto tra 13 giorni.