fbpx

“E’ un momento di grande difficoltà per le marinerie”. Ad affermarlo adesso, dopo gli avvenuti interventi dei Sindaci di Sciacca e Licata, è anche il Primo Cittadino di Porto Empedocle, Calogero Firetto, che sottolinea come l’utilizzo di reti a maglia larga, così come previsto dal Regolamento Comunitario, tanto contestato dalle associazioni di pescatori, limiti la cattura di moltissime specie ittiche particolarmente diffuse nella tradizione empedoclina, creando un danno enorme non solo per la marineria ma anche per il paniere enogastronomico. “Così andando avanti, afferma Firetto, perderemo tradizioni, mestieri significativi, e faremo arrivare nelle nostre tavole sempre più pesce d’allevamento”. L’Italia, per la verità, fino ad ora era riuscita ad ottenere delle proroghe all’entrata in vigore delle norme comunitarie, contenute in una direttiva che risale a ben quattro anni fa; proroghe, che non saranno più concesse dall’Unione Europea, come ha reso noto l’Assessore Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari, Titti Bufardeci, in seguito ad un incontro avvenuto con il Ministro Galan. “Noi continueremo a batterci per cambiare queste regole e siamo certi di riuscire a dimostrare l’infondatezza scientifica di alcune limitazioni imposte”, afferma lo stesso Bufardeci, che continua spiegando, come a suo dire, le norme confondano l’età evolutiva con la dimensione, rendendo impossibile la cattura di specie in età matura, non a rischio di estinzione ma di piccola taglia.Dunque, rispetto per le regole comunitarie, in un’ottica di armonizzazione con l’Unione Europea, ma tenendo conto di quelle che sono le specificità locali, che si legano alla tradizione marinara. “L’idea sostanziale, conclude Firetto, è che ricondurre tutto ad uno standard globale, unico per l’Unione Europea, non possa essere accettato e quindi occorre che il Ministro Galan e l’Assessorato regionale facciano riconoscere le specificità siciliane.