Il Riesame scarcera circa la metà di 58 indagati nell’operazione antimafia “Montagna”.


Raffica di scarcerazioni nell’ambito dell’operazione antimafia “montagna” che lo scorso 23 gennaio, su ordine della Dda di Palermo aveva portato all’arresto di 58 persone considerate a vario titolo, esponenti di spicco del maxi mandamento mafioso denominato appunto “montagna” che racchiude le famiglie malavitose di San Biagio Platani, Cammarata, San Giovani Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Casteltermini, Favara, Raffadali, Santo Stefano di Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca.

Dei 58 indagati, circa la metà avrebbero già lasciato il carcere. IL Tribunale del riesame infatti ha accolto le istanze dei legali difensori e si è preso 45 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni delle ordinanze di scarcerazione emesse. 

Al momento dunque, non si conoscono i motivi per i quali si sono aperte le celle  dopo una lunga indagine, supportata da numerose intercettazioni che proverebbero il coinvolgimento diretto di diversi degli indagati in attività illecite.

Al lavoro degli inquirenti si devono aggiungere anche le deposizioni del neo collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, il cinquantenne di Favara che pochi giorni dopo il suo arresto, ha deciso di collaborare con i magistrati. 

Quaranta, che gli inquirenti danno vicino al boss di Santa Elisabeta Fragapane e che al momento resta in carcere, per sua ammissione, sarebbe stato al vertice della famiglia malavitosa di Favara nel periodo compreso tra il 2013 e 2014, avrebbe praticamente confermato molti dei capi di accusa contenuti nelle ordinanze di misure cautelari emesse nell’indagine “montagna”.

Le scarcerazioni disposte dal Riesame turbano non poco gli inquirenti dal momento che – circostanza del tutto nuova – decine di vittime del racket stavolta hanno confermato di aver subito le estorsioni e potrebbero trovarsi faccia a faccia con i loro presunti carnefici.