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La Corte di Cassazione ha rigettato oggi il ricorso presentato dall’avvocato Domenico Romano, legale di fiducia del sindaco di Licata Angelo Graci, con il quale era stata chiesta la revoca della misura cautelare del divieto di soggiorno in città del primo cittadino.Angelo Graci quindi dovrà restare quindi a San Leone, dove vive ormai da 5 mesi, e da li continuare ad amministrare a distanza, la città di Licata. . A questo punto le dimissioni dovrebbero essere pressochè immediate, invece Graci continua a restare ancorato alla poltrona.Il 5 maggio, giorno della festa del patrono di Licata, Sant’Angelo martire, Graci dovrà presentarsi ancora in tribunale ad Agrigento per la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica nei suoi confronti e nei confronti dell’ex assessore alla Solidarietà Tiziana Zirafi e dell’ex vice presidente del consiglio comunale Nicola Riccobene, che assieme all’impresario di spettacoli, Carmelo Napolitano di Gela, sono accusati di corruzione per una tangente da 6.000 euro sui servizi di spettacolo in occasione della festa di Sant’Angelo nel 2009. Il Comune, rappresentato dall’avvocato Grazia Zarbo, si è costituito parte civile in giudizio, ma il giudice scioglierà la riserva il 5 maggio sull’ammissione della richiesta degli assessori di Graci che si sono costituiti parte civile e richiederanno il risarcimento dei danni in caso di condanna degli indagati.