Immigrazione, aumenta il numero dei morti in mare

E’ salito da 6 a 24 il bilancio delle vittime del naufragio dell’altra sera nel Canale di Sicilia, dove un peschereccio carico di migranti si è rovesciato. I corpi sono stati recuperati dalle navi della Marina impegnate per tutta la giornata di ieri nelle ricerche dei dispersi. Per i 364 superstiti destinazione Augusta. Le ricerche sul luogo dove domenica si è rovesciato il peschereccio sono state condotte dal pattugliatore Foscari e dalla corvetta Fenice della Marina militare, insieme alla motovedetta della Capitaneria di porto Fiorillo, e si sono concluse ieri sera. Morti per percosse e per asfissia i 18 migranti arrivati domenica a Pozzallo. Sarebbero morti per le ferite riportate durante l’imbarco sul gommone in Libia alcuni dei 18 migranti i cui corpi sono arrivati due giorni fa con la nave Sirio a Pozzallo. E’ quanto emerso dagli esami medico legali eseguiti sulle salme che hanno rilevato le presenze di fratture letali alla testa e alla colonna vertebrali procurate da violenti colpi sferrati con delle spranghe. Altri migranti, invece, sarebbero morti per asfissia in sommersione: praticamente sarebbero annegati nei pochi decimetri di miscela di acqua e carburante che si era accumulata sullo scafo del gommone. Sarebbero rimasti sommersi e bloccati da altri passeggeri durante una fase di forte difficoltà durante la navigazione. Alcuni sarebbero caduti in acqua. Dalle testimonianze raccolte dalla squadra mobile della polizia di Ragusa, tra i sopravvissuti, i dispersi sarebbero un numero compreso tra 10 e 20. Nel frattempo, a Pozzallo la Polizia ha arrestato un uomo originario del Gambia, ritenuto lo scafista del gommone su cui sono stati scoperti 18 migranti morti insieme a 97 sopravvissuti. La Procura di Ragusa ipotizza, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anche il reato di morte come conseguenza di un altro delitto.

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