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Immobili abusivi abbattuti, Legambiente il “record” spetta a Licata News Agrigentotv

Immobili abusivi abbattuti, Legambiente il “record” spetta a Licata News Agrigentotv
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Sono 71 gli edifici abusivi, tra  villette, manufatti e palazzine, abbattuti tra il 2016 e la prima metà del 2017 in Sicilia. E il record spetta a Licata, dove in poco meno di un anno sono stati abbattuti 49 edifici, tutti realizzati entro i 150 metri dalla battigia. Proprio a  Licata, il sindaco Angelo Cambiano prima – sfiduciato la scorsa estate dal Consiglio comunale – e IL commissario straordinaria del Comune, Maria Grazia Brandara, dopo, sono stati vittime di  intimidazioni e minacce di morte. Segue Palermo, come evidenziano i dati di Legambiente Sicilia, con 6  manufatti, ubicati vicino al Castello di Maredolce, abbattuti. E poi  Catania. Ad Acireale abbattuto lo  scheletro dell’Hotel Aloha. E, ancora,  n ell’agrigentino, a Palma di Montechiaro, sono stati demoliti due villini che erano stati  realizzati entro i 150 metri dalla battigia. Qui, nel gennaio del 2017, il sindaco Pasquale Amato aveva rassegnato  le dimissioni. A differenza di Licata, le case abusive nella città  del Gattopardo non erano seconde case o villette al mare, ma interi  condomini costruiti in centro città.  Nel giugno scorso l’elezione del nuovo sindaco, Stefano  Castellino, il cui primo atto da sindaco di Palma di Montechiaro era  stato quello di sospendere le demolizioni delle case abusive,  nonostante le sentenze definitive del Tribunale. Due mesi fa Castellino ha ricevuto un avviso a  comparire, firmato dalla Procura di Agrigento. L’accusa è di abuso  d’ufficio, falso ideologico e omissioni d’atto d’ufficio. Il primo  cittadino indagato, a giugno, subito dopo le elezioni, aveva dato  mandato all’ufficio tecnico comunale di redigere un regolamento per  l’utilizzo degli immobili abusivi già acquisiti al patrimonio del  Comune. Sono mille gli edifici che, nel corso del tempo, sono stati  acquisiti a Palma di Montechiaro, visto che gli ormai ex proprietari  non hanno ottemperato all’ordinanza di demolizione. Fra le contestazioni della Procura al sindaco di Palma di Montechiaro  Stefano Castellino, c’è pure l’accusa di avere attestato al prefetto  di Agrigento e ad altre autorità che non poteva abbattere una seconda  casa in zona di inedificabilità assoluta sulla spiaggia “per ragioni  di sicurezza e per garantire la pubblica incolumità”. Una circostanza  risultata falsa da un accertamento dei Carabinieri. Da qui l’accusa di falso ideologico.

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Categorie: Agrigento, Attualità, Cronaca, Politica, Provincia, Ultime news

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