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“Ricordiamo tutti che negli anni 2006 e 2007, a seguito di manifestazioni e proteste popolari, è stato avviato un confronto di merito con le parti sociali e, dopo parecchi incontri, chiarimenti e sottoscrizione di accordi è stato stabilito che la terza rata della T.I.A. per l’anno 2005 andava prima sospesa e poi abolita”. Inizia così una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil, a firma dei segretari Mariella Lo Bello, Salvatore Montalbano e Aldo Broccio, sulla notizia che, a breve, i cittadini di Agrigento si vedranno recapitare, un avviso di pagamento relativo alla TERZA RATA della Tariffa di Igiene Ambientale. Già a settembre scorso, era stato annunciato che entro la fine del mese sarebbero arrivate agli agrigentini le tanto discusse bollette del 2005, in modo che Gesa recuperasse quelle somme, incassando intorno a 1 milione di euro. “Per ridurre al minimo il disagio degli utenti – aveva affermato a suo tempo, l’amministratore Teresa Restivo – stiamo bollettando al 50 per cento”. Ma la famosa terza rata, era stata sospesa, per consentire l’identificazione dei cittadini che non avevano mai pagato; accertamento che avrebbe dovuto comportare un notevole incasso, da qui l’abolizione.
“Ma c’è ancora di più, – scrivono i segretari delle organizzazioni sindacali, – cioè nella eventualità che le somme incassate a seguito degli accertamenti non fossero state sufficienti a coprire l’importo della terza rata, il Comune avrebbe provveduto con l’avvio di tutti gli atti finalizzati all’eventuale copertura finanziaria necessaria per assicurare l’intero costo del servizio”.
“La richiesta di pagamento della 3° rata 2005, senza un confronto di merito ci appare come un tradimento”, scrivono la Lo Bello, Montalbano e Broccio, rivolgendosi al Sindaco e invitandolo, si legge nella nota, “ a rispolverare l’antica umiltà e ritornare a praticare la concertazione con le parti sociali; nonché a recuperare la memoria”. Auspicano inoltre, la Cgil, la Cisl e la Uil, insieme, un incontro con il Primo Cittadino, in attesa del quale “sarebbe opportuno bloccare tutto”, affermano. “Siamo fiduciosi nella risoluzione positiva della vertenza, in difetto, non sono da escludere iniziative di mobilitazione sociale; speriamo che a Zambuto la memoria ritorni in fretta”, concludono.