In commissione ambiente e territorio per parlare della viabilità agrigentina.

Una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che adesso con viadotti chiusi, strade dissestate, ha raggiunto uno stato inaccettabile oltre che invivibile. Stiamo parlando, ovviamente, della viabilità agrigentina . Ieri la questione è stata affrontata durante i lavori della commissione parlamentare IV dell’Assemblea regionale siciliana. Sul tavolo (attorno al quale si sono seduti il sindaco Firetto, gli ordini professionali e Anas) tanti argomenti, a partire dal viadotto Akragas che, ha ribadito Anas, sarà recuperato in circa 2 anni. Per quanto riguarda la galleria “Spinasanta” che, ha spiegato la società, è stata chiusa principalmente a causa del serio problema di infiltrazioni che la sta riguardando, gli operai stanno già rimuovendo le parti ammalorate ed è partita un’attività di monitoraggio per individuare da dove proviene l’acqua, dato che una parte potrebbe derivare da perdite in condotta. Per il recupero e l’ammodernamento della galleria Anas ha già stanziato 9 milioni di euro complessivi, anche se l’obiettivo immediato è valutare una riapertura con semplici interventi di manutenzione ordinaria.

Nel frattempo, ha spiegato Anas, si sta ridiscutendo della possibilità di un’apertura a doppio senso, che però porterebbe con sè numerose questioni rispetto alla sicurezza. “Un impatto frontale – ha detto – provocherebbe un incendio con tutte le conseguenze del caso. Visto però il caos provocato dalla chiusura stiamo facendo le nostre valutazioni”. Sul viadotto Morando Anas ha infatti ribadito che dal suo punto di vista l’unica strada percorribile è , e rimane, quella dell’intervento di consolidamento già previsto e che a breve sarà messo a gara d’appalto con il sistema dell’accordo quadro. Sulla demolizione hanno spiegato che “è un problema territoriale” lasciando intendere quindi che ogni decisione in tal senso spetta alla città e alla sua classe politica. Sollecitato sul tema costi, Nicola Montesano, responsabile dell’area compartimentale di Palermo, ha spiegato che l’operazione potrebbe avere un costo di almeno 6 milioni di euro, con tendenze sensibili al rialzo data la complessità potenziale dell’intervento da realizzarsi in area archeologica.