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Rosario Livatino: un giovane, un giudice, un cristiano. Innamorato della vita, della giustizia, della verità. Uno dei cosiddetti “giudici ragazzini” chiamati a fronteggiare “Cosa nostra”. L’Italia lo conobbe dalle pagine dei giornali soltanto all’indomani della sua morte, avvenuta il 21 settembre 1990, mentre percorreva la statale 640 per recarsi al lavoro al Tribunale di Agrigento. Domani, a 20 anni, dalla sua barbara uccisione, Canicattì, il paese di Rosario, lo ricorda con un convegno dal titolo “Etica, Carità e Giustizia nell’azione giudiziaria” che si svolgerà alle 16,30 al teatro Sociale di via Capitano Ippolito… lì sarà presente anche il Rosario Livatino del film “Il Giudice ragazzino”, Giulio Scarpati, il famoso attore romano, il Lele di “Un medico in famiglia”, rimasto molto legato alla figura del personaggio che ha interpretato assieme a Sabrina Ferilli nel film per il cinema e poi dato in TV del 1994 diretto da Alessandro Di Robilant. Scarpati nelle sue numerose interviste, contenute anche nel film- documentario “Luce Verticale. Rosario Livatino. Il Martirio” del regista Salvatore Presti, si è sempre dichiarato “profondamente colpito dalla personalità e dai valori di Rosario Livatino che vanno ben oltre l’ affettuosità scenica al personaggio. Livatino per me- ha detto- è andato oltre ed è entrato a far parte di me”. Non sarà comunque solo Giulio Scarpati ad impreziosire i lavori dei due giorni di convegno organizzati per ricordare il 21 settembre ma anche il 25 settembre giorno in cui venne ucciso il Magistrato Antonino Saetta insieme con il figlio Stefano. Saranno ospiti in sala e tra i “premiati” personalità di primo piano della Magistratura, delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine, della Cultura, del Volontariato e dell’Associazionismo ma anche della società civile.