Incendi. Venerdì infernale nell’agrigentino: canadair senza carburante non interviene

70 richieste di intervento sono giunte ieri presso la sala operativa del comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Agrigento, incendi a macchia di leopardo hanno interessato diverse zone dell’hinterland. Il rogo che ha destato maggiori preoccupazioni è stato quello di c.a Pero a Porto Empedocle dove le altissime fiamme hanno minacciato le abitazioni. Alle temperature già roventi, che hanno sfiorato i 47 gradi, si è aggiunto anche il fumo che ha reso l’aria praticamente irrespirabile. Paura tra i residenti della zona periferica, che per ragioni di sicurezza sono stati fatti allontanare dalle abitazioni. Timori che si sono intensificati a causa di due esplosioni avvertite dalla popolazione e che sono stati dovuti all’esplosione di due bombole del gas. Livello di allerta alto anche nei pressi dello stabilimento Italcementi che è stato lambito dalle fiamme. Squadre formate da Pompieri e uomini del Corpo Forestale hanno lavorato incessantemente, problemi si sono registrati anche alla viabilità con un tratto della Strada Statale 115 che è stata addirittura chiusa al traffico per diverse ore. A Porto Empedocle era stato chiesto l’intervento del canadair che però non è mai giunto in c.da Pero, Dal dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco infatti, via radio, hanno comunicato il non impiego del mezzo aereo per mancanza di carburante. Roghi si sono avuti anche in c.da Ciavolotta, alle porte del villaggio Mosè, sulla Strada Statale 640, nei pressi della rotonda Giunone di Agrigento e nell’area boschiva demaniale di Siculiuana. Pesante il bollettino degli incendi, con diversi ettari di macchia mediterranea andati in fumo che si aggiungono al gravissimo bilancio di un’estate di fuoco che, dall’inizio della stagione, su tutto il territorio regionale supera abbondantemente i 30 mila ettari, evidenziando quindi come in Sicilia la prevenzione degli incendi, resti probabilmente solo un’utopia.

 

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