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Dopo l’articolo apparso su Repubblica, i media nazionali tornano ad occuparsi della situazione di Angelo Graci, sindaco di Licata che ormai da tempo amministra fuori dalla città, dopo l’inchiesta sulla presunta mazzetta ricevuta da un imprenditore. Graci, insieme al vicepresidente del Consiglio comunale Nicolò Riccobene, all’assessore ai servizi sociali Tiziana Zirafi e all’impresario di spettacoli Carmelo Napolitano venne arrestato il 24 novembre scorso. Ieri sera , anche la trasmissione Ballarò si è occupata del caso “Licata” . Una troupe della trasmissione di Raitre ha fatto visita alla redazione di una emittente locale per raccogliere informazioni sulla vicenda Graci a cui una legge regionale ha permesso, finora, di fare il sindaco a distanza. Ma adesso il Lombardo “quater” sembra voler “evitare un altro caso Licata” . Un disegno di legge approvato dalla Giunta Regionale integra tra le condizioni per la sospensione degli amministratori colpiti da provvedimenti giudiziari anche l’obbligo di dimora, il divieto di soggiorno, il divieto di espatrio o obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Un segno chiaro che anche a Palermo abbiano ritenuto colma ogni misura sulla vicenda del sindaco Angelo Graci. Nella sua prima riunione gli assessori del Lombardo quater, dunque, hanno provveduto a mettere una “pezza” a quello che era un caso tutto siciliano e che era balzato con prepotenza agli onori delle cronache proprio con l’arresto del sindaco di Licata. Una presa di posizione pesante da parte della giunta regionale ma prima che la proposta diventi legge sarà necessaria la votazione dell’Ars.