fbpx

Diciotto mesi di reclusione per omicidio colposo è la pena applicata dal Gup del Tribunale di Sciacca a Rosalia Giannone, 28 anni, di Palermo, accusata di aver cagionato un incidente stradale, verificatosi la sera del 17 gennaio 2009, a seguito dei quale perse la vita la riberese Maria Carmela Sgrò. La trentacinquenne perse anche i due gemelli che portava nel grembo. Era al settimo mese di gravidanza. L’incidente avvenne nei pressi della struttura alberghiera di Torre Macauda. Rosalia Giannone percorreva a bordo della sua Peugeot 206 la Ss 115 in direzione di Agrigento, quando giunta in curva perse il controllo e sbandando invadeva la corsia di sinistra opposta al proprio senso di marcia. Impattava il guardrail di sinistra e proseguendo la traiettoria senza più controllo per 25 metri, finendo la corsa nella corsia di sinistra. In quel momento sopraggiungeva in direzione di Sciacca l’autovettura Citroen Xsara alla cui guida c’era Santo Pinelli, marito della Sgrò. Al suo fianco c’era la sfortunata moglie. Per schivare l’autovettura della Giannone, invadeva la corsia opposta al proprio senso di marcia andando a sbattere contro la Fiat Punto guidata da Calogero Ceresi, che proveniva in senso contrario. L’impatto fu inevitabile. Tutti i passeggeri delle tre automobili coinvolte nell’incidente erano scesi illesi. In quel frattempo sopraggiungeva in direzione Sciacca la Rover 75 guidata da Fabio Modica, la quale urtava violentemente la Peugeot della Giannone. Proseguendo la sua corsa impattava contro Maria Carmela Sgrò che, scesa precedentemente dall’auto, si trovava sulla strada. L’impatto dell’autovettura del Modica contro il corpo della Sgrò fu violento causandole la morte immediata per trauma cranico.