“Insensibili e crudeli verso il giovane disabile”

Si sono detti “dispiaciuti e scossi” e hanno chiesto perdono i due coniugi di Naro di 53 e 52 anni arrestati e rinchiusi al carcere Di Lorenzo di Agrigento con la gravissima accusa di maltrattamenti in famiglia e di sequestro di persona. Il GIP ha convalidato l’arresto con l’accusa di avere segregato in casa il nipote disabile, legandolo al letto con una catena alla caviglia . “Hanno agito con insensibilità e crudeltà nei confronti di un giovane disabile, mostrando di essere privi del più elementare senso di pietà nei suoi confronti”. Così si è espresso il gip Luisa Turco.  

I due indagati sono gli zii del disabile , erano i suoi tutori da 10 anni. La donna ha risposto all’interrogatorio mentre il marito ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Al tempo stesso, però, hanno fornito delle giustificazioni spiegando di averlo fatto perchè, in precedenza, il ragazzo 33enne si era allontanato dall’abitazione facendo perdere le sue tracce e venendo trovato, molti giorni dopo, in Calabria e in Campania. La vicenda, inoltre, era stata segnalata anche ai servizi sociali del Comune. I due zii sono stati arrestati in flagranza di reato sabato pomeriggio dai carabinieri al termine di un’operazione, coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio e dalla pm Gloria Andreoli, che ha consentito la “liberazione” del ragazzo che era incatenato al letto. Il disabile, sostiene l’accusa, sarebbe stato anche percosso e umiliato in diverse circostanze. La stessa donna avrebbe ammesso di averlo insultato, spiegando di averlo fatto perchè lo aveva fatto innervosire. Il povero ragazzo, in un paio di circostanze, nel 2014 e nel 2015, sarebbe anche andato dai carabinieri lamentando di subire violenze da parte degli zii e chiedendo di potere andare ad abitare in un altro posto.