La Capitaneria di porto diffida Mareamico

Prima le immagini di quella imbarcazione arenata a Punta Bianca pubblicate dall’associazione Mareamico. Poi la lettera alle autorità competenti, Guardia Costiera e Agenzia delle Dogane, per la rimozione di quel relitto, ancora recuperabile. L’epilogo però è stato tutt’altro: alcuni ladri di ferro, hanno dato alle fiamme lo scafo nel tentativo di asportare il materiale ferroso per poi rivenderlo. Sul posto, a Punta Bianca si sono dunque precipitate tutte le parti in causa: gli uomini della Capitaneria di Porto, agli ordini del comandante Massimo Di Marco e Claudio Lombardo di Mareamico che avrebbe lamentato un ritardo nelle operazioni da parte della autorità. Di Marco, però, non accetta le esternazioni dell’associazione ambientalista: difende a spada tratta l’operato dei suoi e diffida Mareamico.

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