“La carica delle 104”, prescrizione vicina

Il 26 giugno prossimo ripartirà il maxi processo sui presunti falsi invalidi scaturito dall’inchiesta denominata “La carica delle 104”. Lo scorso 23 marzo era stato deciso il rinvio a giudizio di 48 imputati ma i tentativi di far partire il dibattimento sono andati tutti a vuoto perché il presidente della prima sezione penale è incompatibile essendosi già occupato del caso in qualità di gip. Ieri la decisione di passare il procedimento ad all’altra sezione. La prescrizione, considerato che molti capi di imputazione sono datati nel tempo e da alcuni fatti sono già trascorsi dieci anni, ha già reso non più punibili alcune imputazioni. Altre lo saranno nel corso del dibattimento, sempre se la difesa non vi rinunci, decidendo di farsi giudicare e rischiando la condanna anche se il decorso del tempo ha reso i reati non più punibili, circostanza che, in concreto, non si verifica mai. L’istruttoria, peraltro, considerata la mole di imputati e imputazioni, è destinata a durare anni. Fu un vero e proprio terremoto quello verificatosi nel settembre 2014 e che diede vita, di fatto, all’inchiesta denominata e poi portata alla ribalta nazionale da tutti i media come “La carica delle 104”: la Procura allora guidata da Renato Di Natale, con l’aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto procuratore Andrea Maggioni, mise gli occhi su quello che sembrava essere un ben consolidato sistema – composto da medici, faccendieri, e finti disabili – che faceva leva sulle agevolazioni della legge 104 e garantiva, a chi non aveva diritto, di poterne usufruire beneficiando quindi di tutti i vantaggi. Adesso quello che è sin da subito stato definito un vero e proprio scandalo giudiziario rischia di non avere mai un verdetto che faccia completa luce sui fatti.