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Sono ancora molti i dubbi da chiarire sugli otto mesi di latitanza del bancario, Fabrizio Ingemi sparito il 26 febbraio scorso da Capo d’Orlando con 7 milioni di euro sottratti dalla banca Carige presso cui lavorava. È accusato di truffa e riciclaggio e gli investigatori non escludono che possa essere stato oggetto di taglieggiamento. Barba incolta e capelli lunghi. Sembrava un senzatetto come tanti. E come un barbone da qualche mese dormiva occasionalmente nell’edificio del Boccone del Povero, dove si recava anche per mangiare. Solo per il prnazo si spostava presso la Mensa della Solidarietà di via Gioeni.Alcuni extracomunitari hanno riferito che negli ultimi giorni, quell’uomo era un assiduo frequentatore della struttura gestita dalle suore. Quando è stato arrestato ieri mattina ad Agrigento, vagava nei pressi della Questura. Era irriconoscibile. La sua presenza non è passata inosservata anche perché gli abiti che si era portato via da Capo D’Orlando prima di sparire erano tutti firmati. Nonostante l’aspetto trasandato il suo abbigliamento ha fatto insospettire qualcuno e mercoledì sera al dirigente dell’ufficio prevenzione generale della Questura di Messina, hanno segnalato che Ingemi era ad Agrigento. Sono quindi scattate le operazioni di coordinamento tra la Squadra Mobile di Messina e il commissariato di Capo D’Orlando che in questi otto mesi di latitanza ha continuato ad indagare senza mai fermarsi un attimo. Ieri mattina è scattato il blitz ad Agrigento fino alla cattura arrivata alle 10. Ingemi non ha opposto la minima resistenza. Ha detto solo che era disperato. Indosso non aveva né denaro né documenti, ma solo i due telefoni cellulari che non ha mai più tenuto accesi da quando è sparito. Solo il 27 marzo scorso ne ha aperto uno. Ha fatto un squillo alla sua famiglia e non ha atteso la risposta. Voleva solo far spere che era vivo. La cellula a cui si è agganciato il suo cellulare ha portato gli investigatori a Lampedusa. Lo hanno cercato per giorni, ma senza trovarlo. Si è posi scoperto che il giorno dopo la sua scomparsa, il 27 febbraio aveva acquistato un biglietto a Porto Empedocle proprio per Lampedusa. Forse voleva espatriare. Ma si tratta solo di ipotesi che l’interrogatorio di Ingemi potrebbero chiarire. Molti sono infatti i dubbi che riguardano questa vicenda e gli 8 mesi di latitanza del bancario. A cominciare dalal fine dei 7 milioni di euro spariti dalle casse della filiale della banca Carige di Capo d’Orlando. Una cinquantina i clienti truffati che hanno presentato denuncia.