La festa di San Gerlando torna in cattedrale.

Sarà una festa di San Gerlando particolare quella del 2019. Il Santo patrono potrà essere festeggiato a casa sua, in cattedrale. I duomo riaprirà il prossimo 22 febbraio e il giorno del 25 febbraio sarà il secondo momento per accogliere i fedeli dopo 8 anni di chiusura. I festeggiamento in onore del vescovo Gerlando avranno inizio domenica 17 febbraio porssimo e ogni giorno ci sarà un appuntamento. Tra i momenti clou, il 17 febbraio la traslazione del busto reliquiario a Santa Maria dei Greci. Sarà la comunità ecclesiale di Santa Elisabetta alle 17 ad accogglierlo. Giovedì 21 il busto reliquiario arriverà alla parrocchia di San Nicola. Venerdì 22, come già anticipato , alle 17.30 sarà riaperta al culto la Cattedrale. Prima sarà previsto un raduno dei rappresentanti delle comunità parrocchiali e delle aggregazioni laicali, poi alle 17.45 si svolgerà una preghiera dinnanzi alla porta della Chiesa Madre e alle 18 si terrà la Santa Mesa con Pontificale del cardinale Francesco Montenegro. Sabato 23: al Mudia, alle 16, via ad un laboratorio per ragazzi tra i 6 e i 12 anni intitolato “Al tempo di San Gerlando. Usi e costumi”. Domenica 24 sempre in Cattedrale dalle 9.30 alle 13 spazio alle visite personali al Santo Patrono, mentre dalle 10 alle 12 sono previste visite guidate. Alle 17.30 l’Urna uscirà in processione seguendo il percorso via Duomo, via San Girolamo, Badiola, salita Cognata, via Porcello, via Atenea, via Matteotti, via Bac Bac, via Duomo e infine in Cattedrale, dove si terrà la Santa Messa. Lunedì 25, giorno del Santo Patrono, in Cattedrale, in programma messe mattutine e le visite al Santo e alla struttura. Alle 17.30 raduno delle comunità parrocchiali, alle 18 santa messa pontificale presieduta da monsignor Ignazio Zambito. L’olio per le celebrazioni sarà offerto dalla comunità ecclesiale di Santa Elisabetta. Il 25 la cattedrale rimarrà aperta fino alle 22. Il parroco della cattedrale, don Giuseppe Pontillo, invita i fedeli a prendere parte agli appuntamenti per rendere onore a San Gerlando, che è patrono anche della diocesi agrigentina.