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I finanzieri del Nucleo Polizia tributaria di Agrigento hanno denunciato alla Procura della Repubblica un avvocato il quale, per l’attività professionale svolta è risultato essere evasore totale, cioè un contribuente completamente sconosciuto al fisco. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Bianchi, ha preso spunto da una denuncia sporta da un soggetto il quale segnalava che il professionista avrebbe preteso interessi particolarmente elevati a fronte di un prestito di denaro ricevuto. “La trasversalità dell’azione repressiva svolta dalla Guardia di finanza – si legge in un comunicato – ha consentito di chiarire che l’avvocato era soggetto sconosciuto al fisco quale libero professionista, in quanto non era in possesso del numero di partita Iva né aveva istituto registi contabili e redatto documentazione fiscale. L’attività ispettiva ha riguardato il periodo temporale dal 2006 al 2011. Al termine delle attività di verifica, i militari hanno recuperato a tassazione redditi per oltre 500.000 euro ed Iva non corrisposta all’erario per 75.000 euro. Per il professionista è scattata la denuncia per omessa presentazione di dichiarazione fiscale. Inoltre, le attività investigative esperite facevano emergere anche fattispecie penalmente rilevanti con riferimento a falsificazione di firme apposte su assegni negoziati dal professionista ed emessi a favore di ignari beneficiari, i quali si erano rivolti al predetto avvocato al fine di farsi patrocinare cause di risarcimento danni a ristoro di sinistro subito. E’ stato infine anche accertato che l’avvocato “evasore totale” ha esercitato nel periodo temporale 2006-2011 la professione di insegnante di ruolo presso 9 Istituti scolastici pubblici nella provincia di Agrigento, sia scuole primarie che secondarie, ai quali non ha richiesto la prevista autorizzazione necessaria per i pubblici dipendenti che svolgono anche professioni di lavoro autonomo. Per questa ultima violazione è stata investita la componente specialistica della Guardia di Finanza, il Nucleo speciale Pubblica Amministrazione di Roma il quale ha delegato mirate attività di controllo, tuttora in corso, volte a sanzionare anche tutti i soggetti che, loro malgrado, si sono rivolti al professionista”.

4 pensiero su “La Guardia di finanza scopre e denuncia un avvocato evasore totale”
  1. Quello che non quadra in questo frangente è una sola cosa: ma la Magistratura che, a quanto pare, aveva rapporti intensi con il suddetto professionista, non si è mai accorta che non era titolare di PARTITA IVA? Non esiste anche un Albo Professionale degli avvocati con sede provinciale? Possibile che i responsabili di questo ORDINE PROFESSIONALE non si siano mai preoccupati di controllare se il professionista in questione fosse in possesso della prescritta PARTITA IVA, nonchè dell’avvenuta presentazione della dichiarazione dei redditi? Ho l’impressione che tante cose non quadrano. Allora, sarei dell’opinione che la Guardia di Finanza debba continuare nelle indagini, per svelare i misteri di cui sopra. Oppure certi ambienti sono intoccabili? Proprio oggi in TV si parlava di modificare la Magistratura e gli Organi di Controllo (C.S.M.). Sarebbe ora ma, conoscendo la mentalità corrente, ci credo poco!

  2. e kissa quanti ancora …..ce ne sono di questi illustri professionisti lo stato dovrebbe mettere davanti la porta di ognuno di loro un agente della g,di f o .agenti federali come in america per scovare tanto di evasione pertanto pagano lo stipendio cosi aumentano la produttivita’ ma fatta in maniera seria utilizzando agenti di fuori provincia solo cosi’ potremmo vedere un po’ di luce limpida a ki gia e’ conusciuto dal fisco e non puo scappare…………………. questo e’ un appello a quanti dicono a parole e non fanno fatti guardate un po di dikiarazioni dei redditi di alcuni illustri sarei curioso di vederne delle belle ……. medici , avvocati, Notai, non possono pagare sempre i soliti ceti basso/medio ………………. scusate questo e buon senso civico quello in estinzione

  3. Condizione “sine qua non” per poter esercitare qualsiasi attività professionale (nonchè attività commerciali) è il possesso della P.IVA che, come ognuno sa, deve essere richiesta (allegando- se del caso- gli opportuni documenti) all’Agenzia delle Entrate. Ora, mi sembra difficile che il professionista di cui alla notizia di cronaca, abbia svolto la sua attività senza mai presentarsi davanti la Magistratura. Dato che, per metodi di lavoro ormai universalmente notori, la Magistratura non si accontenta di chiacchiere e vuole vedere documenti scritti, è ben strano che (sempre nell’ipotesi predetta) il professionista in oggetto possa aver eluso i dovuti controlli tra cui, dovrebbe rientrare a mio parere, anche l’esibizione di un documento attestante la sua “visibilità fiscale”. Altrettanto strano mi sembra che l’apposito ORDINE AVVOCATI di AGRIGENTO non si sia ugualmente preoccupato di avere nella CARTELLA intestata al professionista, documenti attestanti la sua regolare posizione fiscale. Se ciò si è verificato, allora bisogna veramente andare in fondo alla storia, senza guardare in faccia nessuno!

  4. Per il sig. noodels (2° commento) e per tanti altri sparsi in tutta Italia ed in tutti i siti web, suggerisco il seguente aneddoto. Un Ispettore Scolastico in visita presso una scuola elementare, ha un diverbio con un maestro della medesima scuola, il quale sosteneva la scarsissima importanza della punteggiatura nei lavori svolti dai suoi allievi. Allora l’Ispettore chiama uno scolaretto e lo invita a scrivere alla lavagna la seguente frase: “L’ISPETTORE, DICE IL MAESTRO, E’ UN ASINO”! Al chè il Maestro, rosso in viso, e un pò balbettante, risponde: “ma…..sig….Ispettore io non ho detto che lei è un asino”. Subito dopo l’Ispettore invita lo scolaretto di prima, a spostare la virgola di modo che la frase assumesse il seguente significato: “L’ISPETTORE DICE, IL MAESTRO E’ UN ASINO”! Spero che questo aneddoto serva da monito e da insegnamento, ma…….ci credo poco!

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