La Mare Jonio è a ridosso di Lampedusa

Il nuovo “caso” giunge alla vigilia del voto in Parlamento sul caso Diciotti. La Mare Jonio, la nave italiana del progetto Mediterranea che ieri ha salvato 49 migranti a largo della Libia, è a ridosso di Lampedusa. Il ministro nell’Interno Matteo Salvini aveva negato l’ingresso nelle acque territoriali, ma l’imbarcazione è arrivata e la Guardia Costiera ha autorizzato l’ancoraggio alla fonda. Adesso comincia il braccio di ferro per lo sbarco. «Il porto è aperto, non ci sono cannoni puntati, non capisco perché non sbarcano», dichiara il sindaco dell’isola Totò Martello. «La nave è italiana e il nostro porto è aperto e pronto ad accoglierla. I migranti salvati in mare vanno fatti sbarcare, curati e rifocillati». La nave ieri aveva chiesto il permesso di approdare a Lampedusa, ma aveva ricevuto il no del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che aveva anche varato le nuove regole in materia di sbarchi. La sfida dunque ricomincia e l’esito non è affatto scontato, anche tenendo conto che l’imbarcazione batte bandiera italiana, quindi il governo di Roma non potrà chiedere alcun aiuto all’Europa né intimare all’organizzazione di sbarcare nel Paese di provenienza come aveva fatto quando la nave batteva bandiera olandese o spagnola.Un nuovo caso Diciotti? Di Maio promette che non sarà così. Ma Salvini considera l’operazione della Ong «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina» e assicura: «In Italia con il mio permesso non mettono piede». Attacca il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti: «Sceneggiata dei forti contro i deboli». Intanto un giovane migrante è stato fatto scendere per una sospetta polmonite. Luca Casarini, capo missione, spiega: “Abbiamo fatto presente che siamo in una situazione di emergenza con onde alte tre metri, 50 naufraghi a bordo oltre l’equipaggio. Dobbiamo mettere in sicurezza la vita delle persone per questo stiamo andando a ridossare verso l’isola di Lampedusa”.