La morte di Pierino Tutino, la difesa insiste: “Fu omicidio”

Lo scorso mese di novembre, l’avvocato della famiglia di Pierino Tutino, Salvatore Pennica, davanti al Gip Alessandra Vella ha illustrato la tesi di un possibile omicidio. Tesi che avrebbe dovuto convincere il giudice a non archiviare – così per come richiesto dalla Procura – il caso. Il legale , lo scorso ottobre, aveva anche chiesto che la salma del cinquantaquattrenne agrigentino venisse riesumata per nuove indagini ed accertamenti. L’avvocato Salvatore Pennica insiste e torna a chiedere nuove indagini per la morte del cinquantaquattrenne, noto per il suo coinvolgimento in inchiesta di mafia, droga e criminalità spicciola. “La consulenza tecnica, redatta dall’ingegnere Andrea Milano, non chiarisce i fatti. Riesumando la salma di Pierino Tutino ed eseguendo l’autopsia possono arrivare le risposte agli interrogativi”. Queste le parole del legale che ieri mattina in udienza si è opposto per la seconda volta alla richiesta di archiviazione del pm Chiara Bisso. Il difensore dei familiari, dai cui esposti partì l’inchiesta in cui furono sospettati due commercianti, chiede al gip di disporre nuove indagini e, in particolare, di eseguire una “ricostruzione cinetica del sinistro che presenta troppe anomalie”. A decidere se far proseguire l’inchiesta, in questo momento a carico di ignoti, dopo avere sentito tutte le parti, sarà il gip Alessandra Vella. Pierino Tutino,  il 22 ottobre del 2015, venne trovato morto lungo il viadotto Imera, ad Agrigento. Tutto faceva pensare ad un incidente stradale. Ma per la famiglia, sono troppe le anomalie riscontrate in quell’incidente , verificatosi lungo la bretella che collega il piazzale Rosselli con la statale 189.