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Una manifestazione indetta da : Legambiente , l’associazione dei pescatori di lampedusa e associazioni giovanili locali, si è svolta stamani alle ore 11 nella piazza Castello di Lampedusa, “No trivella day”. Si evince dal comunicato diramato stamani che nelle isole pelagie sono stati conferiti due permessi per ricerche petrolifere alla società Puma Petroleum. Il Ministero dell’Ambiente ha predisposto che le trivellazioni dei pozzi dovranno essere sottoposte ad una procedura di valutazione di impatto ambientale, anche se per le ricerche preliminari è stato comunque dato il via già dal febbraio del 2009. L’estensione totale di queste aree è di oltre 140.000 ettari e riguarda tutto il fronte meridionale dell’arcipelago e il tratto di mare compreso tra Lampedusa e Lampione. La profondità prevista di escavazione sarà superiore ai 2.800 metri. Le isole Pelagie come ben risaputo sono situate in una zona di mare di importanza vitale per tutto il bacino del Mediterraneo e un eventuale incidente potrebbe avere effetti dannosi inimmaginabili e irreparabili. Nessuna certezza sull’osservanza delle più rigide norme sulla sicurezza, nessuna assicurazione sul rispetto delle disposizioni in materia di controlli preventivi, nessuna promessa di trasparenza e correttezza nello svolgimento delle operazioni in mare, farà desistere dall’opporsi senza alcun remore alle trivellazioni sul mare, è quanto dichiarano le associazioni che hanno indetto tale manifestazione. Il dramma recente causato dall’esplosione della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico è solo l’ultimo di una lunga serie di disastri avvenuti negli anni in varie parti del pianeta che dimostrano in modo inequivocabile che non esistono procedure che rendano sicure tali attività estrattive. A seguito delle numerose proteste scatenate in tutta Italia dalle associazioni ambientaliste, il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha così emesso un decreto entrato in vigore ad agosto 2010, che sancisce il divieto per le trivelle entro 12 miglia dal perimetro esterno delle aree costiere protette. Ma è essenziale precisare che tale divieto non si estende ai progetti già autorizzati precedentemente, e che 12 miglia non offrirebbero comunque un margine serio di sicurezza se si pensa al disastro ambientale successo nel Messico. Il futuro dell’arcipelago delle Pelagie e dunque a rischio , a detta delle associazioni che organizzano il No trivella day , che per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, è un inequiparabile serbatoio di biodiversità ed è al centro delle rotte migratorie per delfini, balene, tartarughe. Il destino di queste isole non può essere condizionato o compromesso da scelte ciniche, che si rivolgono al petrolio come unica fonte energetica .