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Una rivolta è scoppiata nel centro di accoglienza di Lampedusa, dove attualmente sono ospiti più di 700 profughi. I disordini hanno preso avvio durante una partita di calcio tra somali ed eritrei, poi degenerata in rissa. Sette immigrati sono rimasti feriti e hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici del Poliambulatorio di Lampedusa, mentre i carabinieri con molta fatica hanno riportato la calma. Ma la situazione a Lampedusa resta di assoluta emergenza. Dice il sindaco Giusi Nicolini: “Qui ci sono ancora 763 profughi, 80 dei quali minori, in un centro che ha solo 300 posti letto agibili. Queste persone, lo denunciamo da tempo, vivono in condizioni di gravissimo disagio adesso accentuate anche dal freddo e dall’inverno. Stanno lì da settimane, da mesi, semireclusi, non hanno nulla da fare, spesso si ubriacano e quello che è successo ieri sera è successo anche altre volte. Chiamerò di nuovo il ministro dell’Interno Cancellieri per chiedere un intervento immediato. Non possono lasciarci soli”. A denunciare l’ultimo episodio di violenza all’interno del centro di accoglienza di Lampedusa è stato padre Moses Zerai, direttore dell’agenzia Habeschia che tiene i contatti con i profughi dell’area subsahariana. Ha ricevuto una telefonata da una donna ospite del centro che gli ha chiesto aiuto dicendo di avere paura perché i circa 300 somali presenti avevano attaccato i circa 60 eritrei ed etiopi di fede cristiana con bottiglie, coltelli e sbarre di ferro.

2 pensiero su “Lampedusa, rivolta al centro di accoglienza: sette feriti”
  1. Gli scienziati della NASA osservavano con preoccupazione le immagini che il satellite inviava ai centri operativi, dell’ultimo gigantesco uragano ormai pienamente formato in pieno oceano atlantico, diretto minacciosamente verso le coste americane. Ma uno strano ed inquietante fenomeno si presenta ai loro increduli occhi. Il gigantesco vortice, si impenna da un lato, fa capovolgere la forza centripeta. Il bestione si dirige dalla parte opposta, la sua gigantesca mole aumenta di ora in ora. Punta decisamente verso il deserto del Sahara. La sua immane forza di risucchio si centuplica, i satelliti non riescono più a percepire l’esatta forma del possente uragano che da bianco-azzurro diventa giallo- rossastro. L’immane forza scatenata, rende incerti i confini degli Stati sottostanti: non si vede più nulla, in quanto tutto è coperto da quell’immenso vortice giallo-rossastro. Passano i giorni, finalmente il vortice si sposta verso il nord-est. Punta decisamente verso un territorio ben definito, e lì si scatena l’inferno. Passano altri giorni poi, al mattino l’Uragano sparisce, lasciando miliardi di tonnellate di sabbia in quel territorio dove si era adagiato. Da ogni parte del mondo arrivano gli aiuti ma, ahimè, quel territorio non esiste più! Cancellato dalla faccia della terra, depennato dalle carte geografiche. (racconto fantasioso in risposta al sig. presidente Mahmud Ahmadinejad che vuole “la sparizione dalla carta geografica dello Stato di Israele”)

  2. E se per caso c’è qualche Stato amico di uno Stato c.d. “canaglia” si accomodi pure: c’è sabbia per tutti! Dico io, il Signore Iddio ha promesso a Noè col simbolo dell’arcobaleno che non avrebbe fatto più DILUVIARE sul pianeta Terra. Però, penso (è una mia opinione) se c’è qualche Stato più o meno “canaglia” che ambisce a distruggere un altro Stato che (è ancora una mia opinione) ha rappresentato la quintessenza della religione moderna, ebbene nulla vieta al Signore Iddio che, da un lato, rispetti la promessa di non mandare sul pianeta acqua per 40 giorni e 40 notti ma, dall’altro lato, che possa mandare una dose così massiccia di sabbia, in quelle ben definite parti del nostro pianeta dove, da mane a sera, si pensa solo alla distruzione dell’unico Stato democratico che possa scorgersi in quei territori, all’interno dei quali, è riscontrabile l’unico esempio di “razzismo” esistente al mondo, meglio conosciuto col nome di “antisemitismo”. Per finire, personalmente, l’idea gliel’ho data…..poi sta al Superiore Consesso prendere la decisione finale!

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