LAMPEDUSA, UN ANNO DOPO, SI RIORDANO LE VITTIME DEL MARE

E’ passato un anno, ma ancora sono vivi i ricordi di quel naufragio che si consumo’ al largo delle coste di Lampedusa e che vide morire 368   migranti la notte del 3 ottobre 2013. Solo alle prime luci del mattino si comprese che  una torcia di fuoco caduta nel gasolio fu la causa scatenante di una tragedia immane. Da qui  l’incessante via vai delle motovedette per portare in salvo i piu’ fortunati che sono scampati alla morte e poi l’inizio delle ricerche dei corpi privi di vita. Un’immagine forte, un ricordo indelebile quello delle bare numerate all’interno  dell’hangar dell’aeroporto diventato per l’emergenza un obitorio. Oggi, ricorre dunque l’anniversario e Lampedusa, ricorda l’evento con la “prima giornata della Memoria e dell’Accoglienza ”. Diverse le iniziative in programma tra la realizzazione di murales, flash mob e poi ancora l’immissione di una corona di fiori  in mare e un corteo che con la liberazione nel cielo di  368 lanterne  per ciascuna vittima del  naufragio. Ancora oggi continuano senza sosta gli arrivi dei migranti. Rari i casi in cui adesso si registrano vittime grazie all’intervento delle navi istituite dall’Operazione Mare Nostrum scattata ufficialmente il 18 ottobre 2013: una missione militare e umanitaria, che impegna quasi mille uomini in divisa e punta al salvataggio delle vite umane in pericolo sul Mediterraneo, anche con l’intervento in acque internazionali, e all’arresto degli scafisti. Negli ultimi due giornI circa 2000 i migranti salvati dalle navi militari. Nel pomeriggio, a Porto Empedocle, l’arrivo di 350 migranti. Nel frattempo, la Marina Militare, in stretto coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania nel corso della notte ha posto in stato di fermo  16 scafisti di nazionalità egiziana dediti al traffico  di esseri umani.