Cronaca Giudiziaria Giustizia Naro

Legato e picchiato, racconto choc del disabile di Naro

Emergono altri dettagli dell’ inchiesta sui coniugi arrestati il 26 ottobre con l’accusa di avere segregato in casa il nipote disabile di 33 anni, legandolo al letto con una catena alla caviglia. Il disabile conferma, con particolari agghiaccianti, i presunti maltrattamenti che avrebbe subito da parte degli zii tutori, una coppia di coniugi di 53 e 55 anni. “Mi tenevano legato al letto con una catena, mi picchiavano e non mi davano neppure da mangiare. In una circostanza mi sono alzato perchè avevo fame ma ero incatenato e non sono riuscito ad arrivare alla cucina”, queste le sue parole. I due zii tutori, difesi dagli avvocati Teresa Alba Raguccia e Mauro Tirnetta, secondo quanto avrebbero accertato gli sviluppi dell’indagine, coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio, si sarebbero appropriati di circa 65 mila euro del trentenne disabile, trasferendoli sul loro conto e destinandoli “a spese personali”. Per occultare la circostanza, inoltre, avrebbero falsificato i rendiconti che devono essere presentati periodicamente all’amministratore di sostegno. Il gip del tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha disposto l’incidente probatorio per sentire in aula la presunta vittima che è stata interrogata dal pubblico ministero Gloria Andreoli, dal suo stesso difensore Francesco Gibilaro e dal legale dei due indagati. I due zii sono tornati liberi il 25 aprile per scadenza dei termini di custodia cautelare.  Nei loro confronti, il giudice ha disposto l’obbligo di dimora a Pavullo del Frignano dove gli stessi avevano chiesto di trascorrere i domiciliari nell’abitazione di alcuni familiari. Il pm, nei giorni precedenti, li ha iscritti nel registro degli indagati anche con le accuse di peculato, falso e circonvenzione di persone incapaci. Il loro arresto è scattato al termine di un blitz dei carabinieri, che avevano avviato un’indagine sulla base di un esposto anonimo, nell’appartamento dove il ragazzo veniva tenuto segregato.