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E’ stata una lettera del comandante della polizia municipale , Cosimo Antonica di Agrigento, a “tenere banco” nella seduta di ieri sera di aula Sollano. A leggere la “pesante” lettera, rivolta al sindaco, all’assessore Franco Iacono, al direttore generale Burgio e al presidente Callari, è stato proprio quest’ultimo. Antonica, senza troppi giri di parole, nella lettera accusa “alcuni consiglieri comunali e qualche assessore” di atteggiamenti lesivi della dignità degli agenti di polizia municipale. <<Episodi che si sono verificati prattutto- spiega Antonica- in seguito alla notifica di contravvenzioni per divieti di sosta non rispettati nel piazzale dinnanzi al Comune>>. Antonica parla di agenti “sottoposti ad ingiusti e plateali rimproveri”, ai quali sono state rivolte “frasi oltraggiose, lesive della dignità e del prestigio personale”. “Simili atteggiamenti – spiega Antonica – anzicchè infondere sicurezza e certezza agli operatori di polizia municipale, incidono profondamente sul piano psicologico, generando nel loro animo un elevato senso di afflizione, tale da comprometterne l’autostima e la fiducia in se stessi”. “Nel confidare in un autorevole vostro intervento – conclude la lettera -, auspico un’immediata inversione di tendenza, ricordando che la qualifica di polizia giudiziaria rivestita dagli appartenenti al Corpo, imporrà, ad essi, il rispetto dei conseguenti obblighi di legge, in caso vengano reiterati episodi di oltraggio, ed io sarò al loro fianco”. Dopo la lettura della lettera ecco scoppiare le reazione dei consiglieri comunali. In molti hanno definito la lettera “intimidatoria” e denunciato inadempienze da parte della Polizia municipale, come nel caso di Maurizio Calabrese e Antonino Amato. In tanti chiedono adesso che Antonica relazioni in Consiglio e chiarisca davanti alla città. Non sono mancate anche le critiche nei confornti di Callari, accusato, da alcuni consiglieri, di aver letto quella lettera, che sarebbe dovuta rimanere “interna”.