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Li chiamano sbarchi “fantasma” ma forse sarebbe meglio definirli “assistiti”

Li chiamano sbarchi “fantasma” ma forse sarebbe meglio definirli “assistiti”
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Più che fantasma sarebbe forse opportuno chiamarli assistiti, stiamo parlando degli sbarchi recenti di migranti sulle coste agrigentine. Mercoledì scorso dalla spiaggia di Giallonardo a Realmonte, alcuni bagnanti avevano documentato la presenza di una motovedetta della Guardia Costiera all’ombra di un barcone carico di tunisini. Le autorità marittime avevano intimato l’alt ma i trafficanti di essere umani non solo non si erano fermati ma giunti a riva, e con la motovedetta a distanza, secondo quanto testimoniato dai bagnanti, hanno avuto il tempo di sbarcare e dileguarsi non avendo trovato i controlli in spiaggia. L’episodio di Mercoledì scorso comunque non è un caso isolato, il giorno dopo infatti, giovedì 7 settembre, un altro video amatoriale, girato questa volta nel litorale riberese compreso tra Piana Grande e Secca Grande, testimonia un altro sbarco con la presenza di una motovedetta della Guardia Costiera. Anche in questo caso i migranti tunisini hanno avuto il tempo di scappare. Fortunatamente poco dopo, le forze dell’ordine hanno arrestato una coppia di nord africani, residenti a Sciacca, accusati di essere il collegamento di zona con l’organizzazione che cura questi traffici di essere umani. Nei giorni scorsi il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, aveva dichiarato che per riuscire a bloccare i migranti in spiaggia, si dovrebbe avere un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine operanti, ma intanto gli sbarchi continuano e i migranti che riescono ad eludere i controlli rimangono in netta maggioranza rispetto a quelli che invece vengono intercettati.

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Categorie: capitaneria di porto, controlli, Cronaca, Ribera, sbarchi