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Due anni di reclusione è la richiesta di condanna del Pubblico ministero Calogero Montante verso il marito violento finito sul banco degli imputati, con l’infamante accusa di violenza lesioni ingiurie nei confronti della propria moglie. Una vicenda coniugale la quale è stata minuziosamente ripercorsa dai testimoni che hanno sfilato davanti al giudice monocratico Ezio Damizia. Vittima secondo quanto emerso nel corso delle indagini dei poliziotti del Commissariato di Licata, una casalinga licatese all’epoca dei fatti ventenne. L’inferno della donna al ritorno del viaggio di nozze per concludersi con la separazione avvenuta dopo due anni dal marito violento. Un uomo che non si sarebbe fermato neanche quando la sua donna al quinto mese di gestazione l’ha selvaggiamente picchiata costringendola a ricorrere alle cure ospedaliere. I segni delle lesioni riportate, la donna li ha documentato fotografandoli con il proprio cellulare. Immagini copiate su un Cd e consegnato ai poliziotti.