Licata devastata dal maltempo.

Il maltempo oggi concede una tregua al territori agrigentino ed è soprattutto Licata a tirare un grande sospiro di sollievo. Dopo il nubifragio di venerdì e sabato scorsi,  oggi nella città del faro  a lavoro uomini e mezzi dell’Esa , così come comunicato dall’assessore regionale, Antonello Cracolici. Due ruspe  ed una squadra di intervento per aiutare la città danneggiata dagli allagamenti. Da domani entrerà in azione una terna, con altre unità di personale. L’ispettorato di Agrigento avvierà le verifiche sullo stato delle imprese agricole. “Se necessario – dice Cracolini– utilizzeremo anche i forestali”. Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha annunciato  che, domani, la giunta regionale delibererà la dichiarazione di stato di  emergenza per la città di Licata. “Il governo  – ha detto il presidente –  presenterà in aula un emendamento alla legge di assestamento di bilancio, per  stanziare trenta milioni di euro a favore della città. Occorre intervenire per  riparare guasti del passato che hanno distrutto la città, eliminando quei  problemi strutturali che – conclude Crocetta – possono mettere in ginocchio il  territorio”. Disagi, danni e anche disperazione. Gran parte degli operatori economici di Licata sono letteralmente in ginocchio. La Cna di Agrigento è pronta a scendere in campo, a mobilitarsi a sostegno delle attività produttive, colpite pesantemente. “L’economia licatese – sottolineano i vertici provinciali della Confederazione – ha subito una nuova, dura, mazzata per via dell’abbondante pioggia caduta sulla città che si è rivelata non adeguatamente protetta. E’ presto per avere una stima precisa dei danni subiti, ma è evidente che gli effetti rischiano di collassare seriamente il tessuto produttivo locale, già reso fragile e debole da una crisi economica ancora non superata. L’acqua ha invaso i negozi, le sedi delle attività, rovinando merci, impianti e attrezzature, oltre a danneggiare gli stessi ambienti di lavoro. La battaglia, adesso, dovrà correre su due binari – sottolineano il segretario Piero Giglione e il presidente Mimmo Randisi – una, in termini di richiesta di fondi, per la realizzazione delle opere necessarie, in modo da potere meglio fronteggiare eventuali altri momenti di emergenza legati al maltempo,  l’altra deve riguardare ovviamente la richiesta dello stato di calamità naturale per garantire il necessario ristoro economico alle aziende colpite e affondate da questa devastante precipitazione”. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]