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E’ stato denunciato a piede libero un tunisino sorpreso nel tardo pomeriggio all’interno di una chiesa di Licata ad urinare nei pressi di un’acquasantiera, alla presenza di alcuni fedeli, parzialmente denudato. L’uomo, di 49 anni, nullafacente, domiciliato a Licata, è stato bloccato dai carabinieri che, chiamati tramite 112 ad intervenire nel luogo di culto, lo hanno sottoposto a perquisizione personale e trovato in possesso di un coltello della lunghezza complessiva di 16 centimetri, detenuto senza giustificato motivo, ovviamente sottoposto a sequestro. Atti osceni e porto ingiustificato di coltello le ipotesi di reato avanzate a carico del soggetto dai militari del Nucleo Radiomobile intervenuti sul posto.

2 pensiero su “Licata, sorpreso ad urinare in chiesa: denunciato”
  1. Mi dispiace, non sono d’accordo! Questo è un vero e proprio VILIPENDIO della nostra Religione, che merita un trattamento tutto particolare. Altro che “denuncia a piede libero” per atti osceni! Il reato è ben più grave: è offensivo nei confronti di tutti i fedeli e, conseguentemente, di tutta la Chiesa Cattolica. Ho lanciato l’idea che ogni qualvolta un extracomunitario commetta un reato, è auspicabile la costituzione di PARTE CIVILE! I motivi di fondo, li ho già spiegati in altre occasione. Ho detto anche che bisogna chiamare in causa quelle Associazioni di qualsiasi veste e colore, che li accolgono. Non è possibile continuare in questo modo. Questa PIAGA BIBLICA non solo ha rovinato ben 2 generazioni di giovani, apprestandosi a rovinare anche la 3^ generazione, ma si permettono anche (sicuri di essere appoggiati dai fessi che li accolgono) di compiere atti che, sarebbero osceni, se commessi in luoghi pubblici ma, trattandosi di luogo sacro, lo stesso atto può benissimo essere considerato un vero e proprio VILIPENDIO. Allora rivolgo un appello a tutte le Autorità agrigentine, civili e religiose: costituitevi PARTE CIVILE!

  2. Naturalmente, resta in piedi il primo reato di “atti osceni in luogo pubblico” in aggiunta a quello più grave, secondo il mio punto di vista. Tanto per capirci: se il tunisino avesse compiuto quel gesto “da solo” cioè in assenza di altre persone, non sarebbe incorso (secondo me) nel reato ascrittogli, ma sarebbe incorso nel reato di “vilipendio della religione”. Ciò dimostra che trattasi di due reati assolutamente distinti e, perciò, si sommano. Il vilipendio della religione è punito dagli articoli 403, 404 e 405 del Codice Penale. Se vogliamo andare più a fondo, ai due reati deve essere applicata l’aggravante, ma è superfluo dilungarsi, in quanto spetta alla Procura della Repubblica l’accertamento di tutti i fatti particolari e la contestazione degli addebiti.

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