L’inchiesta su Girgenti Acque: gli indagati salgono a 81

Ci sarebbero 81 nominati iscritti nel registro degli indagati. E sembra che si sia aggravata la posizione di amministratori, società di revisione e sindaci . L’inchiesta è quella che riguarda Girgenti acque. La Procura ipotizza decine di episodi di corruzione legati alle assunzioni nella società idrica di cui avrebbero beneficiato, in cambio di favori, politici, professionisti e, secondo l’accusa, anche l’ex prefetto di Agrigento Nicola Diomede che è stato rimosso dal Consiglio dei ministri. La guardia di finanza, su delega del procuratore Luigi Patronaggio e dell’aggiunto Salvatore Vella, ha acquisito, dopo due giorni di perquisizioni, tutti i bilanci di Girgenti Acque. Le accuse ipotizzate sono: associazione per delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e false comunicazioni sociali. Il fascicolo d’inchiesta è coordinato dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai sostituti Alessandra Russo e Paola Vetro. Pare probabile che la nuova documentazione sequestrata dovrà adesso essere analizzata in parallelo e in raffronto con le centinaia di documenti acquisiti lo scorso marzo in Puglia, in una delle maggiori società di revisione contabile in Italia e tra le più importanti al mondo. All’inizio dello scorso marzo, i militari del nucleo di polizia economica-finanziaria della Guardia di finanza di Agrigento, coordinati dal colonnello Fabio Sava, sono stati anche al Municipio di Canicattì e hanno acquisito documentazione inerente i rapporti di debito e credito avuti con Girgenti Acque. Alla perquisizione – e acquisizione di incartamenti – al Municipio si sarebbe arrivati perché emergerebbe un presunto trattamento di favore, da parte del Comune di Canicattì, nei confronti della società amministrata da Marco Campione. Pare che in “gioco” vi siano debiti e crediti per milioni di euro. Già, in prima battuta, era stato iscritto nel registro degli indagati anche l’ex sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo.