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L’incidenza della manovra economica del governo sul capoluogo Agrigentino provocherà qualche problema,ma c’è chi sta peggio. In base ai dati forniti dal “Sole 24 ore”,infatti,ci sono comuni italiani che dovranno effettuare sacrifici molto consistenti,con grossi aumenti sulle tariffe ed una sostenibile riduzione dei servizi,se non sulla quantità almeno sulla qualità. Ad Agrigento nel 2011 il valore procapite della manovra sarà di 41 euro,con una riduzione implicita della spesa per il Comune del 3,9 per cento. Nel 2012 il valore complessivo della manovra procapite sarà di 67 euro con una riduzione implicita della spesa del 6,3 per cento. Il segretario provinciale, Piero Mangione, della CGIL Pensionati, chiede al sindaco Marco Zambuto di non sottovalutare il peso che la manovra finanziaria nazionale avrà sulle condizioni di vita familiare e sociale nel capoluogo e nel resto della provincia. Se arriveranno al comune di Agrigento 2,4 milioni di euro in meno– dice Mangione- è del tutto evidente che le strade obbligate sono due: ridurre ulteriormente le spese,cioè i servizi,oppure aumentare le entrate con nuove tasse locali,ovvero agendo sui due fronti.  Secondo Mangione, “Il 9,2% di trasferimenti in meno al comune di Agrigento equivale ad una “mazzata” che sarà impossibile ammortizzare perché la manovra non è tutta qui, dal momento che riduce i trasferimenti anche alle Province ed alle Regioni, in un contesto nel quale la Banca d’Italia posiziona l’economia siciliana nella stessa condizione in cui si trovava nel 1945, cioè dopo la seconda guerra mondiale.” Per Mangione,il comune dovrebbe realizzare un Piano di lotta alle evasioni fiscali di quella grande area grigia dell’alta borghesia professionale per ottenere “l’agio”elevato dal 30 al 33% dalla manovra finanziaria che rappresenterebbe la premialità per l’azione amministrativa che farebbe giustizia su tanta economia sommersa e nascosta.