L’ultimo saluto a Maria Sofia e Gaia

Due piccole bare bianche, una folla di amici, conoscenti. Tristezza e sgomento ieri pomeriggio nella Chiesa Madre di Gela, per l’ultimo saluto a Maria Sofia e Gaia Trainito, le sorelline di 7 e 9 anni uccise dalla madre , Giusi Savatta, nella loro abitazione. A scoprire il duplice omicidio commesso dalla donna è stato il marito, che l’ha strappata all’intento di suicidarsi dopo avere ucciso le due piccole. “Ognuno deve assumersi le responsabilità di quello che è accaduto”, dice il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana: “Tutti siamo responsabili. Queste bambine sono innocenti quanto Gesù. In loro c’è il compimento della salvezza perché è uno spargimento di sangue innocente. E sarà il sangue di Maria Sofia e Gaia a custodire le sorti di Gela”, continua il presbitero. In prima fila c’è il padre Vincenzo Trainito, con lo sguardo perso nel vuoto, acconto a lui le sue sorelle. Prima di finire la cerimonia dal pulpito sono stati letti i messaggi delle maestre. “Vi abbiamo amate e custodite e vi chiediamo scusa per non avervi dato la possibilità di vivere i vostri sogni”, piange la maestra che ricorda Maria Sofia: “Un angelo meraviglioso, mi perdevo nei tuoi occhi azzurro cielo. Amavi la natura e la matematica. E tua mamma”. Gli applausi interrompono le insegnanti. “Ricordo, Gaia, i tuoi occhi spaventati e fragili al primo giorno di scuola. Continua a brillare dal cielo”, dice la maestra di Gaia. Poi le due bare lasciano la chiesa.
La città si è stretta attorno alla famiglia. Negozi chiusi nelle ore del funerale, svolto in forma strettamente privata.

 

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