fbpx

“E fa un certo effetto vedere quei banchi vuoti, ti fa sentire che hai lasciato il tuo posto a qualcuno che neppure conosci. Qualcuno che leggerà le scritte che tu hai inciso, che si nasconderà in quello stesso angolo del banco dove tu ti nascondevi per sfuggire all’interrogazione, che batterà nervoso il piede a terra con lo stesso ritmo che tu avevi. Qualcuno che ruberà un po’ di vita tua.” Lo stato d’animo di un po’ tutti gli studenti che si apprestano a lasciare il loro Liceo, dopo averci passato cinque anni, è descritto perfettamente dalla giovane scrittrice Giulia Carcasi nel libro: “Ma le stelle quante sono”. Alice e Carlo sono due compagni di classe, due adolescenti messi continuamente in crisi dai problemi familiari, dai prof, dagli amori che faticano a nascere, che nascono ma distruggono quello che hanno attorno, dalle loro trasformazioni esteriori ed interiori. Alice racconta la sua storia, le sue emozioni, i suoi amori sbagliati, “Sai, Alice, certi amori, quelli sbagliati sono come le sigarette: meglio smettere”. – “E come fai a riconoscerli?” – “Te ne accorgi quando respiri l’aria pura e te lo senti dentro che è diversa dal fumo, che sa di buono…e capisci che è l’aria pura che vuoi”, del suo modo di affrontarli e di affrontare la vita e poi c’è lui, Carlo, che dall’altra parte del libro ci racconta la stessa storia in modo diverso, dal suo punto di vista, ci svela i segreti, i misteri che Alice non aveva svelato, semplicemente, perché non li conosceva, erano di Carlo, non suoi, lei li percepiva, li ipotizzava, un po’ come tutte noi, quando cerchiamo di decifrare i comportamenti altrui. Con uno stile schietto, semplice ma mai banale, questa giovane scrittrice ci narra un mondo familiare ai più, nel quale ognuno di noi può riconoscersi, perché tutte siamo state un po’ “Alice” e tutti sono stati un po’ “Carlo” perché “Il mondo è strano: si allarga, si restringe e poi si riallarga e tu non puoi mai essere sicuro di riuscire a starci bene dentro. Ma quando riesci a stare dentro, devi rubare tutta la vita che puoi. E metterne un po’ da parte, che magari, un giorno, quando avrai bisogno di ricordi, ti servirà quella manciata di vita e ti farà piacere ritrovarti un po’ di sabbia tra i capelli. E ti metterai lì ad accarezzare il tuo cuore e a lasciarlo parlare”; perché tutti noi abbiamo avuto della sabbia tra i capelli, amori sbagliati e ricordi da liceali che ci ritornano in mente, quando meno ce l’aspettiamo.

Stefania Di Filippo