Madre costringe la figlia minore a prostituirsi. 6 arresti a Menfi

I Carabinieri hanno messo fine ad una serie di violenze perpetrate ai danni di una ragazzina, arrestando la madre della stessa e altre cinque persone, le accuse sono a vario titolo di induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonché violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, ipotesi di reato che sono ulteriormente aggravati perché consumati su una vittima di età inferiore ai quattordici anni.

Le indagini,coordinate dalla Procura di Palermo, partirono in una notte di dicembre 2017 quando, i Carabinieri di Sambuca di Sicilia, fermarono ad un posto di blocco un’auto con a bordo un uomo di 60 anni, originario di Gibellina e una ragazzina di 13 anni di Menfi. Non essendo i due legati da vincoli di parentela, aveva indotto i miliatri ad approfondire il motivo per il quale, la ragazza viaggiava da sola. Di notte e con quell’uomo.

Dalle successive verifiche, emerse un quadro agghiacciante, maturato in un contesto sociale di disagio.

Dopo aver ascoltato l’uomo, si scoprì che lo stesso aveva accompagnato la ragazza presso un ovile nei pressi di Gibellina, dove altri due individui avevano abusato sessualmente della minore, tutto il benestare della madre stessa della giovane.

In quell’occasione, i Carabinieri fecero subito scattare le manette ai polsi dell’uomo, Pietro Civello di Gibellina, per sfruttamento della prostituzione minorile nonchè denunciarono la madre per lo stesso reato.

Le indagini però continuarono, le intercettazioni ambientali e telefoniche e i racconti della vittima, supportati anche dagli esami svolti nei laboratori del RIS di Messina, hanno permesso agli investigatori di risalire ai luoghi delle violenze e alle identità di quattro uomini che avrebebro abusato sessualmente della minore.

Si tratta di Viorel Frisan, 37enne di Gibellina, Calogero Friscia, 25enne di Menfi, Vito Sanzone, 43 enne di Menfi e Vito Campo, 69enne di Menfi.

Secondo gli inquirenti, la madre di nazionalità romena, insieme a Pietro Civello, organizzavano e gestivano gli incontri sessuali pagati dai clienti con somme variabili tra i 30 e 200 euro.