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Nuove indagini sull’ex capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone sono state disposte dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Prima l’esame sui computer e i telefoni cellulari, trovati nel covo di Marsiglia, adesso per estrarre il Dna del boss di Campobello di Licata, la polizia ha portato via il pettine e lo spazzolino, dalla cella del supercarcere di Novara, dove è rinchiuso Falsone in regime del 41 bis. L’indagine sarebbe finalizzata alla ricerca di possibili fiancheggiatori, che avrebbero aiutato il campobellese durante gli anni di latitanza. Sui due oggetti personali sarà estratto il profilo genetico del boss. Intanto prosegue il lavoro dell’esperto informatico sui materiali sequestrati subito dopo la cattura. Gli inquirenti sono convinti di arrivare alla fitta rete di fiancheggiatori dell’ex capomafia.