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Si avvia verso la conclusione il processo “Face off”, per presunti fatti di mafia che sarebbero avvenuti nella bassa Quisquina. Ieri hanno discusso le parti civili e si sono svolte le arringhe dei difensori di Maurizio e Marcello Panepinto, e di Vincenzo Ferranti. Queste le parti civili che si sono costituite: Francesco Leto, la Igm di Massimo Leto, Giovanni Bonanno, rappresentati dall’avvocato Gisueppe Perconti), Ignazio Cutrò, rappresentato dall’avvocato Katia La Barbera, Salvatore Cammarata Spataro e Salvatore Palermo, rappresentati dall’avvocato Salvatore Marrone. Le parti si sono associate alle richieste di condanne del pubblico ministero della Dda di Palermo, Salvatore Vella, avanzando il risarcimento del danno materiale e morale nella seguente misura: per gli imprenditori Francesco Leto, la Igm di Massimo Leto e Giovanni Bonanno, 300 mila euro ciascuno. Per gli imprenditori Salvatore Cammarata Spataro e Salvatore Palermo, 150 mila euro ciascuno.L’arringa dell’avvocato Francesco Inzerillo, difensore di Maurizio e Marcello Panepinto, ha insistito “sul carattere ostinato di Ignazio Cutrò” che avrebbe “mentito” nel corso delle sue affermazioni”, citando alcuni testi che avrebbero “negato pressioni subite dai Panepinto”, in merito alla realizzazione di alcuni lavori pubblici. L’avvocato Fabrizio Biondi, difensore di Vincenzo Ferranti, ha puntato sulla “inattendibilità dei collaboratori di giustizia Maurizio Di Gati, Pasquale Salemi e Luigi Putrone.