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I giudici della Corte d’Assise di Agrigento (presidente Antonina Sabatino), accogliendo la richiesta avanzata dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Giuseppe Fici, hanno condannato all’ergastolo Giuseppe Putrone, di Porto Empedocle. L’imputato è ritenuto responsabile dell’omicidio di Antonio Grassonelli perpatrato nel maggio del 1987 nella città marinara. Antonio Grassonelli, era considerato il fratello “buono” della omonima famiglia stiddara. Lavorava per l’Enel e venne ammazzato per strada mentre stava rientrando a casa. Il delitto venne inquadrato nel contesto della guerra fra Cosa Nostra e Stidda che insanguinò gli anni Novanta. Giuseppe Putrone è stato accusato da diversi pentiti. Il primo è stato Giulio Albanese detto “panza chiatta” che si autoaccusò dell’omicidio. Poi anche Pasquale Salemi. A determinare la condanna all’ergastolo, tuttavia, sono state le dichiarazioni del fratello dell’imputato, Luigi Putrone, collaboratore di giustizia.