fbpx

Il gioudici del Tribunale penale di Agrigento (presidente Sabatino) hanno condannato a 9 anni di reclusione Vincenzo Leone 40 anni, di Canicattì, e assolto per non avere commesso il fatto i due cugini omonimi Antonio Di Bella rispettivamente di 32 e 30 tutti e tre di Canicattì. È questa la sentenza emessa ieri al termine del processo “Agorà” celebrato con il rito ordinario. I due Pm della Dda di Palermo, Fernando Asaro e Sara Micucci al termine della requisitoria avevano invece chiesto la condanna per Leone a 10 anni di reclusione e l’assoluzione per prescrizione del reato per i due cugini Di Bella. Vincenzo Leone è stato condannato per associazione mafiosa, mentre è stato assolto dall’accusa di intestazione fittizia di beni. I due cugini Antonio Di Bella erano invece accusati soltanto di intestazione fittizia di beni. La vicenda riguarda la realizzazione di un centro commerciale in territorio di Castrofilippo entrata nel mirino di Cosa nostra.