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È appena finita nel palazzo di Giustizia di Catania la terza udienza del processo per concorso esterno in associazione mafiosa all’ex presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. Era presente l’ex governatore della Sicilia. Durante l’udienza del procedimento, che si svolge con il rito abbreviato e condizionato davanti al Gup di Catania Marina Rizza, il difensore dell’imprenditore Vincenzo Basilotta, già condannato per mafia, che avrebbe dovuto essere sentito in qualità di imputato di reato connesso, ha detto che il suo assistito intende avvalersi della facoltà di non rispondere.  Il Gup Marina Rizza, poco dopo, ha sospeso l’udienza perchè la Procura ha depositato il verbale della deposizione di un nuovo pentito. Si tratta di Paolo Mirabile, fratello di Giuseppe, già arrestato agli inizi di quest’anno, nell’ambito dell’operazione Efesto, che da poco ha deciso di collaborare con la giustizia. La Procura ha motivato il deposito del verbale sostenendo che vi sarebbe descritto un episodio utile per l’interrogatorio di Giuseppe Mirabile. La difesa di Lombardo ha ottenuto una sospensione di mezz’ora dell’udienza. Si tratta di 100 pagine che fornirebbero importanti riscontri alle dichiarazioni di Giuseppe Mirabile. Il pentito Giuseppe Mirabile, invece, avrebbe dovuto deporre per la prima volta in un processo. Alla sua scelta di collaborare con la magistratura, resa nota il 9 ottobre scorso, qualcuno ha già risposto tre settimane dopo con sette colpi di pistola. Obiettivo: un panificio di proprietà dei suoi familiari protetto da vetri antiproiettile nel cuore di San Cristoforo. Da Mirabile sono venute le ultime dichiarazioni sul conto del leader autonomista. Nei verbali depositati lo scorso 9 Ottobre si parla di presunti contatti, smentiti da Lombardo. Si tratta di informazioni “de relato”, di cui lo stesso boss sarebbe venuto al corrente quando era già in carcere. Il procuratore della Repubblica di Catania, Giovanni Salvi, le ha definite “significanti”. I legali del leader autonomista, invece, minimizzano. Giuseppe Mirabile, tuttavia, non è stato interrogato per problemi tecnici che hanno impedito il collegamento in video conferenza. Il processo è stato rinviato all’8 gennaio 2013