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Ci sono anche un appartamento a Sciacca e un conto corrente con 200 mila euro tra i beni sequestrati dalla Dia a Michele Di Leo, 55 anni, commerciante ittico, attualmente detenuto per mafia. Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Agrigento su proposta dalla Dda di Palermo. Di Leo è accusato di essere un boss di Sciacca. È stato arrestato il 4 luglio 2008 nel corso dell’operazione “Scacco Matto” con l’accusa di avere pilotato anche la gestione di appalti di opere pubbliche nel settore edile e turistico-alberghiero e di avere controllato la fornitura di calcestruzzo, automezzi e manodopera specializzata. L’indagine che portò al suo arresto aveva scompaginato le famiglie mafiose agrigentine di Sciacca, Menfi, Santa Margherita Belice, Montevago, Sambuca di Sicilia, Burgio, Lucca Sicula, Villafranca Sicula e del mandamento di Ribera. Di Leo è anche accusato di avere compiuto estorsioni come l’incendio dell’automobile di un imprenditore per costringerlo a pagare il pizzo. Per questi fatti è attualmente sotto processo (con il rito ordinario) dinanzi ai giudici della sezione penale del Trinbunale di Sciacca.